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Mi sembra una nomina più che giustificata, per aver creato una parrocchia di riferimento in Spagna. Se non la più importante, certamente rientra nel ristrettissimo gruppo delle parrocchie più emblematiche del Paese.
Nella nostra patria sono numerose le buone parrocchie e, curiosamente, tutte sembrano seguire lo stesso modello con pochissime differenze. Liturgia curata, buona dottrina, confessionali dove è abituale fare una lunga fila, fedeli soddisfatti e entusiasti del loro parroco e dei suoi sacerdoti, dedizione totale senza lesinare ore in cui sono sempre disponibili. E tutte aperte per molte ore. Con fedeli che riempiono con la loro presenza anche i momenti più inopportuni. E sorprendentemente non esiste nessuna parrocchia progressista di questo tipo. Quelle sono campi di solitudine, un colle arido. Mentre nelle parrocchie che seguono questo modello abbondano i fedeli, a Caná, migliaia. Parte di loro provenienti da altre parrocchie dove non trovano ciò che in queste è pratica abituale.
Molto importante la personalità del parroco. Quella di Jesús Higueras è speciale e travolgente e non tutti possono avvicinarsi a lui, e così Caná è ciò che è, ma ci sono approssimazioni possibili. E sempre più numerosi sono coloro che si avvicinano. E le buone parrocchie.
Non ho mai capito come a persone come Higueras non lo abbiano portato all’episcopato, o se l’ho capito, peggio ancora. Farebbe della diocesi che gli affidassero un altro Caná. Le sue doti organizzative sono straordinarie. Ma si vede che preferiscono consacrare vescovi dei mediocri con i lamentabili risultati che tanto vediamo.
Pozuelo ha riconosciuto gli straordinari meriti del parroco di Caná e tutto ciò che ha fatto per Pozuelo, e non solo spiritualmente. Peccato che in Vaticano non ci siano esperti come nel Comune che ha appena nominato Higueras figlio adottivo di Pozuelo.