Il vescovo di Barbastro-Monzón a Specola

«Mentre c’è un vescovo in esilio, quello di Barbastro vuole andarsene e sta perdendo la pazienza e, nell’omelia di ieri, afferma che la soluzione del Vaticano al suo contenzioso con l’Opus Dei è un tradimento del papa defunto. Dice che il Papa Francesco gli ha detto: «Ángel, no cedás». Cita lettere e messaggi privati del Papa Francesco che supporterebbero la sua posizione nella disputa con l’Opus Dei per il santuario di Torreciudad. Il vescovo ha anche rivelato un commento che il pontefice gli avrebbe fatto in «udienza pubblica in piazza San Pietro, il 18 settembre 2024, sette mesi prima della sua morte. Mi ha espresso in modo chiaro e diretto salutandomi: ‘Ángel, ¿bajaron ya la Virgen?’». Il Pérez ha ricorso a «quel sostegno» del Papa Francesco per rivendicare «che la nostra cara Vergine di Torreciudad, che per più di mille anni è stata nelle mani del nostro popolo, che l’ha amata, toccata, baciata e protetta persino a costo della propria vita durante la guerra, tornasse all’eremo dove è sempre stata». «Non si tratta di una richiesta banale, ma della rivendicazione della stessa dignità che si rispetta in altri luoghi come Fátima o Lourdes». Il conflitto è sorto quando Pérez ha deciso di recuperare il controllo del santuario, esigendo di nominare personalmente il rettore, aumentare il pagamento annuale dai attuali 19 euro simbolici a più di 600.000 euro, e trasferire l’immagine originale della Vergine di nuovo all’eremo primitivo. L’Opus Dei rifiuta queste condizioni argomentando che renderebbero «impossibile» mantenere il santuario, che già opera con perdite superiori a 200.000 euro annui.

Il Pérez era su di giri e nella seconda parte della sua omelia ha alluso alle difficoltà che gli comporta mantenere questa disputa con l’Opus Dei affermando che «questa rivendicazione della nostra dignità non è stata facile. Né lo è stato alzare la voce per difendere che il nostro popolo non merita di meno». Ricorre a un’altra lettera del Papa Francesco «datata 13 ottobre 2024», il vescovo assicura che il Pontefice gli ha indicato «di stare attento alle ‘intrighi mafiosi che sono in corso’ intorno a questa questione». «Volentieri sto lottando fino all’esaurimento in difesa del nostro popolo, della sua dignità, della sua devozione e religiosità popolare, senza importarmi alcun sacrificio». Argomenta sentendosi come l’anziano Eleazar, al quale si è cercato di costringere a mangiare carne di maiale: «Se mi vedessi obbligato, come pastore, ripeterei le stesse parole dell’anziano Eleazar, di fronte alle pressioni per accettare ciò che non posso accettare: che non posso farlo ‘senza attirare macchia e disonore sulla mia vecchiaia’ che possa servire da cattivo esempio ai miei fedeli». «Voglio trasmettervi la sicurezza che il vostro pastore si manterrà sempre fedele al suo popolo, a quel piccolo gregge di dignità gigante che è il mio più grande orgoglio servire. E così sarà fino alla fine». L’Opus Dei segnala che «la Prelatura valuta una reazione alle parole del Vescovo di Barbastro-Monzón, sebbene consideri di aver già spiegato sufficientemente la sua posizione». Segnala che la Prelatura «aspetta che il Commissario Pontificio prenda qualche decisione al riguardo»».

Sembra evidente che tutto il movimento antiopus aveva come fonte più significativa il Papa Francesco.

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