La Congregazione dei Legionari di Cristo ha pubblicato il 5 novembre il suo sesto rapporto annuale, intitolato «Verità, giustizia e guarigione», che copre il periodo dal 1° gennaio al 31 dicembre 2025 e rende conto dell’assistenza alle vittime di abusi, delle procedure canoniche, della riparazione e degli ambienti sicuri. Il documento è firmato dal direttore generale, P. Carlos Gutiérrez, e da Catalina Gallego Barbier, direttrice internazionale di Ambienti Sicuri, e chiude il periodo di governo 2020-2026. Secondo la stessa congregazione, esce più tardi rispetto agli anni precedenti a causa della preparazione del Capitolo Generale.
Cinque nuove denunce e sei procedimenti canonici aperti
Il rapporto indica che nel 2025 sono state ricevute cinque denunce. Alla chiusura dell’anno erano in corso sei procedimenti canonici: ne sono stati avviati cinque nuovi e ne sono stati conclusi quattro dei cinque che erano aperti dal rapporto precedente. In tutti i casi attivi sono state imposte misure cautelari, senza pregiudizio della presunzione di innocenza degli accusati.
Dal primo rapporto, relativo al periodo 1941-2019, la congregazione ha gestito denunce relative a 25 sacerdoti non conteggiati allora. Di questi, in nove casi non è stato possibile accertare l’abuso, due sono stati espulsi dalla congregazione e dallo stato clericale, sette sono in corso e due attendono la conclusione del processo civile, poiché quello canonico è già terminato. Altri tre non sono stati processati dal Dicastero per la Dottrina della Fede, uno per decesso dell’accusato e due perché avevano abbandonato la congregazione e lo stato clericale, e in altri due l’accusato resta non identificato per mancanza di informazioni.
62 vittime assistite e 64 accordi di riparazione
Dal 2022, il canale indipendente Eshmá ha assistito 62 vittime, di cui 31 ricevono assistenza attiva alla chiusura del rapporto. La riparazione economica è vigente in cinque territori; nel 2025 sono stati firmati due nuovi accordi, per un totale di 64 dal 2022.
In materia di ambienti sicuri, l’anno scorso sono stati accreditati l’Europa Occidentale e Centrale, l’Italia e la Delegazione di Roma. Il Brasile ha avviato la sua prima accreditazione, mentre Colombia-Venezuela e Cile-Argentina hanno iniziato la ri-accreditazione. Il rapporto dà inoltre per conclusa la commissione di studio su autorità e obbedienza, costituita nel 2023, che ha elaborato il documento Autorità e obbedienza nella Legione di Cristo: cammino di rinnovamento evangelico come contributo al Capitolo Generale.
Una richiesta di perdono e un documento che sarà aggiornato
Il comunicato del Capitolo Generale del 2026 ha chiesto perdono per gli errori commessi nell’assistenza alle vittime, per non averla sempre fornita con prontezza e sensibilità, e per non aver armonizzato in alcune occasioni la trasparenza con la presunzione di innocenza. Il Capitolo ha inoltre incaricato il nuovo direttore generale di promulgare una versione aggiornata di Proteggere e guarire, vigente dal 2020, adattata al nuovo Libro VI del Codice di Diritto Canonico e senza necessità di convocare un altro Capitolo.
«Gli impegni assunti nel 2020 sono diventati parte dell’identità e della missione della Congregazione», afferma il rapporto. Gutiérrez scrive che «la verità, la giustizia e la guarigione non sono per noi un compito che si chiude», e Gallego Barbier riconosce che «nessuna azione può cancellare il danno causato». La congregazione si pone otto assi di lavoro: ascoltare, riparare, giustizia, trasparenza, prevenzione, efficienza, collaborazione e l’esercizio evangelico dell’autorità e dell’obbedienza.
Il rapporto completo, le statistiche e una linea temporale dal 2006 sono disponibili sul sito web dei Legionari di Cristo. La congregazione vive ancora all’ombra del suo fondatore, Marcial Maciel, al cui caso si è riferita la sua reazione alla docuserie di HBO Max lo scorso agosto.