Parolin, sulle legislative negli USA: «Ci auguriamo che prevalgano la ragione e il buon senso»

Il segretario di Stato vaticano evita di valutare il risultato, afferma che il cambio di maggioranza nelle due camere porterà cambiamenti e ricorda che il voto di Leone XIV è quello di un cittadino statunitense

Parolin, sulle legislative negli USA: «Ci auguriamo che prevalgano la ragione e il buon senso»

Il cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato della Santa Sede, ha espresso questo giovedì 5 novembre il desiderio che dopo le elezioni di metà mandato negli Stati Uniti «prevalgano la ragione e il senso comune». Lo ha detto a Roma ai giornalisti che lo hanno interrogato a margine di un simposio sulla Chiesa in Cina tenutosi alla Pontificia Università Urbaniana, secondo quanto riporta Vatican News.

«Difficile rispondere a un’affermazione così apodittica»

Interrogato se avesse vinto la democrazia, Parolin ha evitato di valutare il risultato. «È difficile rispondere a questa affermazione così apodittica», ha risposto, prima di aggiungere: «Speriamo che ci sia la capacità di collaborare e di trovare un modus vivendi per il bene del Paese che noi desideriamo». Il cardinale ha così evitato di pronunciarsi sui vincitori o sui vinti e ha collocato la sua risposta sul terreno della convivenza istituzionale.

Il porporato si è riferito anche al cambio di maggioranza al Congresso. «Immagino che il fatto che la maggioranza abbia prevalso in entrambe le camere porterà cambiamenti; ora vedremo come si gestiranno», ha indicato. E ha concluso: «Resta un’incognita, ma speriamo che prevalgano la ragione e il senso comune».

Il voto del Papa e la guerra in Ucraina

I giornalisti gli hanno chiesto inoltre se lo avesse sorpreso il voto di Leone XIV in queste elezioni, che ha suscitato numerosi commenti. Parolin ha risposto di aver pensato che «non era mai accaduto prima», ma ha sottolineato che il Papa «è un cittadino statunitense» e che «ha tutto il diritto di farlo».

Secondo Vatican News, il segretario di Stato ha collegato altresì la nuova situazione politica a Washington con la speranza di avanzare verso la pace. Ha detto di confidare che si faccia «tutto il possibile» per chiudere «il capitolo tanto doloroso dell’Ucraina» e di altri conflitti, pur ammettendo che risulta difficile prevedere quali cambiamenti si produrranno.

Il simposio sui vescovi cinesi

Le dichiarazioni sono state rese al termine di un simposio organizzato dall’Agenzia Fides in occasione del centenario della consacrazione dei primi sei vescovi cinesi. In quello stesso incontro con i media, Parolin ha parlato dell’accordo tra la Santa Sede e la Cina sulla nomina dei vescovi. «Tutti gli accordi sono imperfetti», ha affermato, e ha precisato che si procede «cercando di perfezionare ciò che è imperfetto».

Le parole del cardinale costituiscono la prima lettura pubblica della Segreteria di Stato dopo le elezioni statunitensi. La sua risposta, di tono prudente, non entra nel risultato né nelle consultazioni su questioni come l’aborto che sono state decise in vari Stati.

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