Il vescovo ausiliare di Milano, Vegezzi, crea un coordinamento pastorale per i fedeli del rito ambrosiano antico

La nuova struttura, formata da sei sacerdoti e sei laici, entrerà in funzione il 15 novembre nella chiesa di Santa Maria della Consolazione

Il vescovo ausiliare di Milano, Vegezzi, crea un coordinamento pastorale per i fedeli del rito ambrosiano antico
Catedral de Milán

Il vescovo ausiliare di Milano e vicario episcopale della zona della città, Giuseppe Vegezzi, ha annunciato la creazione di un coordinamento pastorale per i fedeli che partecipano alla liturgia ambrosiana tradizionale nella chiesa di Santa Maria della Consolazione. L’annuncio è avvenuto il giorno di Ognissanti, quando Vegezzi ha assistito alla prima delle messe domenicali della comunità e ha pronunciato l’omelia. Nella messa successiva, il celebrante, monsignor Francesco Braschi, ha letto la lettera del vescovo, come riferisce La Nuova Bussola Quotidiana.

Braschi ha presentato l’iniziativa come «un’ulteriore espressione della cura del vescovo per questa nostra realtà», secondo le parole riportate nella lettera di Vegezzi, che ha inoltre fatto riferimento agli incontri informali tenuti con i fedeli tra giugno e settembre. Da quelle conversazioni è emersa la proposta di un itinerario di spiritualità e formazione aperto a tutti i fedeli.

Sei sacerdoti e sei laici, per tre anni

Il coordinamento entrerà in funzione il 15 novembre, prima domenica dell’Avvento ambrosiano, che inizia due settimane prima di quello romano. La sua prima attività sarà una giornata di formazione sui testi dell’Avvento nel rito ambrosiano tradizionale. La composizione stabilita per il primo triennio include monsignor Claudio Fontana, delegato arcivescovile per le celebrazioni nel rito antico in tutta l’arcidiocesi, e monsignor Carlo Faccendini, abate di Sant’Ambrogio, al cui territorio parrocchiale appartiene la Consolazione.

Ne fanno parte anche monsignor Paolo Cortesi, rettore della chiesa, e i responsabili delle celebrazioni, Braschi e don Riccardo dell’Acqua. Completano l’organismo sei laici, scelti tra i fedeli delle due messe domenicali, secondo la lettera del vescovo.

Da San Rocco alla Consolazione, nel 2015

Le celebrazioni more antiquo hanno sede alla Consolazione dal 2015; prima si celebravano a San Rocco al Gentilino. La loro origine risale al 1984, quando il cardinale Carlo Maria Martini applicò alla liturgia ambrosiana il primo indulto di Giovanni Paolo II, che permise di continuare a usare il messale del 1954 promulgato dal beato Alfredo Ildefonso Schuster.

Fontana ha sostenuto in una riflessione che celebrare con quel messale si inserisce in una continuità ininterrotta della Tradizione della Chiesa. Braschi, da parte sua, intervistato nel dicembre 2025 da Andrea Galli su Avvenire, ha parlato della varietà liturgica come di una ricchezza e ha spiegato che conoscere il rito antico aiuta a comprendere meglio il messale di Paolo VI.

Il rito ambrosiano tradizionale è stato già oggetto di notizia a Milano lo scorso dicembre, quando è stata celebrata una messa solenne nella basilica di Sant’Ambrogio, come ha riferito InfoVaticana.

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