Ucciso in Uganda un maestro cristiano che aveva accolto convertiti dall'islam

Benjamin Kule Mayani, 45 anni, è stato ucciso a colpi da tre uomini a mezzanotte nel distretto di Kasese; la polizia indaga sul crimine come omicidio

Ucciso in Uganda un maestro cristiano che aveva accolto convertiti dall'islam

Benjamin Kule Mayani, un maestro cristiano de 45 años, fue asesinado a golpes el pasado 29 de septiembre en el oeste de Uganda. El docente había ofrecido refugio a varios musulmanes convertidos al cristianismo y, según los testimonios conocidos posteriormente, sus agresores buscaban a una joven que había abandonado el islam y a la que él había ayudado a esconderse.

El asesinato fue denunciado por la policía ugandesa el mismo día de los hechos, mientras que los detalles sobre su posible motivación religiosa fueron publicados el 19 de octubre por Morning Star News, medio especializado en la persecución de cristianos. El caso también fue recogido por organizaciones de apoyo a los cristianos perseguidos, entre ellas Voice of the Martyrs.

Mayani trabajaba como profesor en la escuela infantil y primaria Excellent Nursery and Primary School y residía en la aldea de Kasokero, en el distrito de Kasese. Además de su actividad docente, colaboraba en la acogida de personas que habían abandonado el islam para abrazar la fe cristiana.

Gli aggressori chiesero di una giovane convertita al cristianesimo

Secondo le informazioni pubblicate da Morning Star News, Mayani e il suo collega Pascal Muhindo ricevettero una chiamata da un uomo identificato come Isifu Marjani, che chiese loro di recarsi alla scuola dove lavorava l’insegnante.

Quando si trovavano a circa due chilometri dal centro educativo, tre uomini li intercettarono e cominciarono a chiedere notizie della Sharifa, sorella di Marjani, che si era convertita al cristianesimo.

Mayani aveva precedentemente accolto la giovane nella sua abitazione, insieme ad altri convertiti provenienti dall’islam. Successivamente decise di trasferirla in un’altra residenza per motivi di sicurezza.

Gli aggressori insistettero per conoscere la sua ubicazione finché uno di loro colpì l’insegnante alla testa con un bastone di grandi dimensioni.

Muhindo riuscì a fuggire e andò a chiedere aiuto ai vicini. Tuttavia, quando tornò accompagnato da diverse persone, Mayani era già morto.

Questi dettagli furono forniti a Morning Star News da un anziano della Chiesa anglicana che parlò con Muhindo poco dopo l’attacco. La sua identità non fu rivelata per motivi di sicurezza.

La testimonianza indica una possibile relazione tra l’omicidio e l’aiuto prestato dall’insegnante a persone convertite al cristianesimo, sebbene tale motivazione non sia stata confermata ufficialmente dalla polizia.

La polizia confermò l’omicidio il 29 settembre

La morte dell’insegnante fu riportata dalla stampa ugandese lo stesso giorno in cui si verificarono i fatti.

Il quotidiano Nile Post informò il 29 settembre che Mayani era stato aggredito intorno a mezzanotte a Karambi Cell, all’interno del comune di Kisinga, mentre tornava dalla città insieme a Muhindo.

Secondo il portavoce della polizia della regione di Rwenzori Est, Elly Maate, tre uomini non identificati colpirono l’insegnante sulla fronte con un oggetto contundente. La vittima riportò ferite gravi, crollò a pochi metri dal luogo e morì.

La polizia aprì un’indagine per omicidio nella stazione di polizia di Kisinga. Gli agenti esaminarono la scena, utilizzarono un cane poliziotto, presero le dichiarazioni ai testimoni e raccolsero prove per l’analisi forense.

Il corpo di Mayani fu trasferito all’ospedale di Bwera per l’autopsia.

Le autorità chiesero la collaborazione dei cittadini per identificare i responsabili. Nelle informazioni consultate non risulta che siano stati annunciati arresti legati a questo omicidio.

L’aiuto ai convertiti, possibile motivo del crimine

Le informazioni pubblicate successivamente da Morning Star News fornirono un elemento che non figurava nelle prime notizie della polizia: il lavoro di Mayani come protettore di persone che avevano abbandonato l’islam.

Il mezzo segnala che uno dei presunti aggressori era arrabbiato per la conversione di sua sorella e che gli aggressori cercavano di conoscere il suo dove si trovava.

Il caso fu diffuso anche il 21 ottobre da Voice of the Martyrs, organizzazione dedicata a sostenere i cristiani perseguitati, che chiese preghiere per la famiglia dell’insegnante e per le comunità cristiane colpite.

La Costituzione dell’Uganda riconosce la libertà religiosa, incluso il diritto di cambiare confessione. Tuttavia, Morning Star News ha documentato diversi episodi di violenza contro persone che abbandonano l’islam e contro chi le aiuta.

Tra i casi registrati durante il 2026 figurano aggressioni a convertiti, attacchi legati ad attività evangelizzatrici e l’omicidio di un pastore dopo aver partecipato a un dibattito interreligioso.

La persecuzione dei cristiani in Uganda

L’omicidio di Benjamin Kule Mayani torna a mettere in evidenza le difficoltà che affrontano alcuni cristiani in Uganda, specialmente coloro che accompagnano persone che si convertono dall’islam.

Sebbene il paese africano sia prevalentemente cristiano e la sua legislazione protegga la libertà di culto, le organizzazioni che documentano la persecuzione religiosa hanno denunciato minacce e aggressioni contro convertiti in determinate comunità.

La violenza ha colpito anche membri della Chiesa cattolica. Nel dicembre 2025, un sacerdote della diocesi di Masaka fu rapito, il che portò le autorità ecclesiastiche a chiedere preghiere per il suo rilascio.

Nel caso di Mayani, l’indagine della polizia continua senza che sia stata comunicata pubblicamente una risoluzione. Le testimonianze note a ottobre indicano che la sua decisione di proteggere una giovane convertita al cristianesimo potrebbe aver scatenato l’attacco che pose fine alla sua vita.

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