Vangelo del giorno 30 ottobre 2026 – Luca 14, 1-6

Prima Lettura

Inizio della lettera dell’apostolo san Paolo ai Filippesi

Filippesi 1, 1-11

Noi, Paolo e Timòteo, servi di Cristo Gesù, auguriamo la grazia e la pace da parte di Dio, nostro Padre, e del Signore Gesù Cristo, a tutti i fratelli in Cristo Gesù, che sono a Filippi, e ai loro vescovi e diaconi.

Ogni volta che mi ricordo di voi, rendo grazie al mio Dio, e ogni volta che prego per voi, lo faccio con grande gioia, perché avete collaborato con me nella diffusione del Vangelo, dal primo giorno fino ad ora. Sono convinto che colui che ha iniziato in voi quest’opera, la porterà a compimento fino al giorno della venuta di Cristo Gesù.

Del resto, è giusto che io abbia questi sentimenti verso tutti voi, perché vi porto nel mio cuore, e sia nella mia prigionia sia nella difesa e nel consolidamento che faccio del Vangelo, voi partecipate con me alla grazia del mio apostolato. Dio è testimone di quanto vi amo tutti con l’amore profondo con cui vi ama Cristo Gesù.

E questa è la mia preghiera per voi: che il vostro amore continui a crescere sempre di più e si traduca in una maggiore conoscenza e sensibilità spirituale. Così potrete scegliere sempre il meglio e arriverete puri e irreprensibili al giorno della venuta di Cristo, pieni dei frutti della giustizia, che ci viene da Cristo Gesù, per la gloria e la lode di Dio.



Vangelo

Lettura del santo Vangelo secondo san Luca

Luca 14, 1-6

Un sabato, Gesù andò a mangiare in casa di uno dei capi dei farisei, e questi lo stavano spiando. C’era lì, di fronte a lui, un malato di idropisia, e Gesù, rivolgendosi agli scribi e ai farisei, chiese loro: “È permesso guarire di sabato o no?”

Essi rimasero in silenzio. Allora Gesù toccò con la mano il malato, lo guarì e gli disse di andarsene. Poi, rivolgendosi a loro, chiese: “Se a uno di voi cade nel pozzo il suo asino o il suo bue, non lo tira fuori subito, anche se è sabato?” Ed essi non seppero cosa rispondergli.

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