Papa Leone XIV ha nominato venerdì 30 ottobre due nuovi sottosegretari della Segreteria Generale del Sinodo: il gesuita Giacomo Costa, uno dei principali responsabili del processo sinodale promosso da Francesco, e la religiosa salesiana Elena Massimi, specialista in liturgia che nel 2022 ha elogiato pubblicamente Traditionis Custodes, il motu proprio con cui il precedente Pontefice ha limitato la celebrazione della messa tradizionale.
Le nomine annunciate dalla Sala Stampa della Santa Sede collocano entrambi i religiosi come collaboratori diretti del cardinale Mario Grech, segretario generale del Sinodo, in una fase dedicata all’applicazione delle conclusioni del processo sinodale 2021-2024.
Secondo quanto confermato dalla stessa Segreteria Generale del Sinodo, le nomine avranno una durata di cinque anni. Costa sostituisce l’agostiniano spagnolo Luis Marín de San Martín, nominato a marzo prefetto del Dicastero per il Servizio della Carità, mentre Massimi subentra alla religiosa francese Nathalie Becquart, sottosegretaria da febbraio 2021.
I profili scelti mostrano una continuità con il processo sviluppato durante il pontificato di Francesco. Costa ha partecipato direttamente alla sua organizzazione e Massimi ha sviluppato la sua carriera accademica nell’ambito della riforma liturgica successiva al Concilio Vaticano II.
Elena Massimi ha elogiato Traditionis Custodes come «la via sicura da seguire»
Il precedente più significativo del profilo di Elena Massimi risale al 1° settembre 2022, quando è intervenuta davanti a Francesco durante un’udienza concessa all’Associazione Italiana dei Professori e Studiosi di Liturgia, di cui era appena stata eletta presidente.
Secondo quanto riportato da una pubblicazione ufficiale delle Figlie di Maria Ausiliatrice, congregazione a cui appartiene, la religiosa ha ringraziato il Pontefice per le sue principali decisioni in materia liturgica.
Tra queste ha menzionato Magnum Principium, sulle traduzioni dei testi liturgici; Desiderio Desideravi, dedicato alla formazione liturgica; e Traditionis Custodes, che, secondo quanto ha affermato, indicava «la via sicura da seguire».
La dichiarazione risulta particolarmente rilevante perché Traditionis Custodes, promulgato nel luglio 2021, ha limitato considerevolmente la celebrazione della Santa Messa secondo il Messale Romano del 1962 e ha modificato il quadro di libertà stabilito da Benedetto XVI con Summorum Pontificum.
Le restrizioni hanno interessato numerose comunità di fedeli legati alla liturgia tradizionale, la cui situazione continua a essere una delle questioni pendenti durante il pontificato di Leone XIV.
Massimi ha espresso così pubblicamente il suo sostegno a una delle decisioni liturgiche più controverse del pontificato di Francesco.
L’udienza del 2022 è stata segnata anche dalle critiche del allora Pontefice al tradizionalismo. Nel suo discorso ufficiale ai professori di liturgia, Francesco ha distinto tra tradizione e ciò che ha definito «indietrismo», un atteggiamento di regresso che ha considerato contrario alla vera tradizione della Chiesa.
Una liturgista legata all’applicazione della riforma postconciliare
Elena Massimi è nata a Roma il 16 giugno 1975 e appartiene all’Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice, congregazione salesiana in cui ha emesso la professione perpetua nell’ottobre 2009.
È dottore in Teologia Sacra, con specializzazione liturgico-pastorale, presso l’Istituto di Liturgia Pastorale Santa Giustina di Padova, collegato al Pontificio Ateneo Sant’Anselmo.
Secondo il suo profilo accademico presso l’Università Pontificia Salesiana, è professoressa di Liturgia e Sacramentaria, presidente dell’Associazione Italiana dei Professori e Studiosi di Liturgia e responsabile della sezione di musica per la liturgia dell’Ufficio Liturgico Nazionale della Conferenza Episcopale Italiana.
Ha inoltre partecipato ai lavori musicali della nuova edizione italiana del Messale Romano e ha sviluppato un’ampia attività editoriale e accademica.
Il suo curriculum delle pubblicazioni include studi sulla riforma liturgica postconciliare, l’ars celebrandi, il canto gregoriano, la partecipazione delle donne alla vita liturgica e i ministeri istituiti.
Tra i suoi lavori figura un articolo pubblicato nel 2023 sulle diverse interpretazioni che continua a suscitare la riforma liturgica successiva al Vaticano II, nonché un altro dedicato alla situazione delle chierichette e uno studio del 2024 sulla storia delle diaconesse.
Il suo ingresso nella Segreteria Generale del Sinodo introduce nella direzione dell’organismo una specialista la cui carriera è strettamente legata allo studio e all’applicazione della riforma liturgica postconciliare.
Giacomo Costa, uno dei principali organizzatori del Sinodo di Francesco
L’altra nomina riguarda il gesuita Giacomo Costa, nato a Genova il 12 settembre 1967.
È entrato nella Compagnia di Gesù nel 1992 ed è stato ordinato sacerdote nel giugno 2002. Ha studiato Sociologia Politica e Morale presso l’École des Hautes Études en Sciences Sociales di Parigi.
Tra il 2007 e il 2025 ha presieduto la Fondazione Culturale San Fedele di Milano e, dal 2010 al 2021, ha diretto la rivista Aggiornamenti Sociali, collegata alla Compagnia di Gesù.
Tuttavia, la sua carriera più rilevante per il nuovo incarico è la sua partecipazione ai sinodi celebrati durante il pontificato di Francesco.
Costa è stato segretario speciale della XV Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi, dedicata ai giovani nel 2018, e ha ricoperto la stessa responsabilità durante la XVI Assemblea Generale Ordinaria, corrispondente al Sinodo sulla sinodalità sviluppato tra il 2021 e il 2024.
In quest’ultima fase ha partecipato alla preparazione dei documenti, alla presentazione dei lavori sinodali e all’organizzazione delle sessioni dell’assemblea.
La sua nomina comporta, quindi, l’ingresso nella direzione permanente della Segreteria Generale di una figura che aveva già svolto un ruolo di rilievo nello sviluppo del processo sinodale.
Costa ha difeso una maggiore partecipazione delle donne nel governo della Chiesa
Durante i lavori preparatori del Sinodo sulla sinodalità, Costa ha difeso la necessità di rivedere le forme di partecipazione dei fedeli alla vita e al governo della Chiesa.
Nell’ottobre 2022, durante la presentazione del documento di lavoro per la fase continentale, il gesuita ha sostenuto che la sinodalità non doveva essere intesa come una semplice ripartizione di funzioni e poteri.
Tuttavia, ha anche sottolineato l’importanza di studiare il posto delle donne nei processi decisionali e nelle strutture di governo ecclesiale.
In quell’intervento ha indicato che la Chiesa aveva bisogno di strutture adeguate per sviluppare la comunione, la partecipazione e la missione, comprese le relative innovazioni nel diritto canonico.
La questione del ruolo della donna è tornata a emergere durante l’assemblea sinodale dell’ottobre 2024, soprattutto nel dibattito sul diaconato femminile.
Interrogato allora su questa possibilità, Costa ha spiegato che non era ancora giunto il momento di prendere una decisione, pur difendendo che si continuasse a studiarla.
«Sul diaconato femminile, il prefetto Fernández ha parlato chiaro: non è ancora il momento di prendere una decisione, ma è bene che si approfondisca la questione», ha affermato durante un intervento davanti ai giornalisti.
Il gesuita ha aggiunto che era necessario continuare a studiare le forme di leadership femminile all’interno della Chiesa.
Queste dichiarazioni mostrano il suo coinvolgimento in alcune delle questioni più dibattute durante il Sinodo, in particolare quelle relative alla partecipazione delle donne alle responsabilità ecclesiali.
Grech affida ai nuovi sottosegretari l’applicazione delle conclusioni sinodali
La Segreteria Generale del Sinodo ha diffuso anche le prime dichiarazioni dei nuovi responsabili e del cardinale Mario Grech.
Il porporato ha ringraziato il lavoro svolto da Luis Marín de San Martín e Nathalie Becquart e ha spiegato che la nuova fase sarà incentrata sul trasferimento delle conclusioni del processo sinodale alla vita delle Chiese locali.
Grech ha sottolineato che Costa conosce dall’interno il metodo di lavoro dell’assemblea, mentre Massimi apporta la sua esperienza in liturgia e musica.
Secondo quanto ha spiegato, entrambi dovranno accompagnare il momento in cui le convergenze raggiunte durante il Sinodo si trasformano in pratiche concrete sia nelle Chiese locali che nella Curia romana.
Da parte sua, Costa ha ringraziato la fiducia di Leone XIV e ha ricordato espressamente che la sua partecipazione al cammino sinodale è iniziata sotto la guida di Francesco.
«Questa nomina mi permette di continuare, in una forma nuova, un cammino iniziato già alcuni anni fa sotto la guida paterna di Papa Francesco», ha affermato.
Anche Massimi ha ringraziato la sua designazione e ha manifestato il desiderio di lavorare insieme a Grech e Costa con un atteggiamento di ascolto e servizio alla Chiesa.
Leone XIV mantiene alla guida del Sinodo collaboratori legati al pontificato di Francesco
Le nomine avvengono durante la fase di applicazione del Sinodo sulla sinodalità, la cui assemblea si è conclusa nell’ottobre 2024.
La Segreteria Generale, presieduta dal cardinale Mario Grech, ha il compito di accompagnare l’accoglienza delle conclusioni sinodali nelle Chiese particolari e di coordinare i lavori che competono all’organismo.
La designazione di Costa mantiene in un ruolo di responsabilità uno dei principali organizzatori del processo promosso da Francesco. L’arrivo di Massimi introduce, inoltre, una liturgista che ha sostenuto pubblicamente Traditionis Custodes, il documento che ha limitato la celebrazione della messa tradizionale.
Entrambi i precedenti collocano i nuovi sottosegretari in continuità con due ambiti particolarmente significativi del pontificato precedente: la sinodalità e l’applicazione della riforma liturgica postconciliare.
Leone XIV ha ora affidato a entrambi i religiosi il compito di collaborare con Grech nei prossimi cinque anni, in una fase in cui dovranno mettere in pratica le conclusioni del processo sinodale avviato dal suo predecessore.