Montse Alvarado assumerà il prossimo 1 novembre la prefettura del Dicastero per la Comunicazione della Santa Sede e diventerà la prima donna laica a presiedere un dicastero. Lo ha spiegato l’attuale presidente di EWTN News in un’intervista con il conduttore Colm Flynn nel programma «EWTN News In Depth», la cui trascrizione integrale è stata pubblicata dal National Catholic Register il 24 ottobre, pochi giorni prima del suo insediamento.
Alvarado, nata a Città del Messico e trasferitasi negli Stati Uniti da bambina, è stata nominata da Leone XIV il 2 giugno, come ha riferito InfoVaticana, e succederà a Paolo Ruffini. Il Papa l’ha ricevuta in udienza il 3 agosto, secondo il bollettino dell’Ufficio Stampa della Santa Sede. Prima del suo periodo nella rete cattolica, a cui si è unita nel 2021, ha lavorato quattordici anni al Becket Fund for Religious Liberty.
Nell’intervista, Alvarado ha assicurato di non essere mai stata nei radar della Santa Sede e che la nomina non è stata frutto di una sua candidatura: «Non mi sono candidata. Non mi hanno scelta», ha affermato. Ha aggiunto che «il fatto che Dio possa usarmi come strumento per qualcosa di così grande è incredibilmente umiliante», e ha descritto il suo percorso come «una consegna a Gesù Cristo e alla sua Chiesa». Interrogata se si trattasse di un’aspirazione personale, ha risposto: «No, ma è ciò a cui sono chiamata».
Riguardo ai motivi della sua scelta, ha suggerito che il Papa cercasse «un professionista di nuova generazione, chiaro» ed espresso il desiderio di «colmare quel vuoto», pur precisando di non credere che sia quella la ragione. Ha collegato il suo arrivo alla collaborazione di EWTN con la Santa Sede in grandi eventi, tra cui il dialogo in diretta di Leone XIV con i giovani da Indianapolis nel novembre 2025. Del Pontefice ha detto che «è un grande ascoltatore» e che ha chiesto loro di «entrare in dialogo».
Quanto al suo compito, ha affermato che «comunicare Cristo al mondo è il mandato del dicastero» e che il suo ruolo consiste nel ricevere una visione ed eseguirla: «Sono molto disposta a riceverla e a eseguirla». Ha spiegato inoltre che applicheranno l’analisi per conoscere meglio le esigenze della Chiesa, ha riconosciuto di lavorare sull’italiano perché sa che è importante e ha ammesso di essere «di quelle che spingono con forza». Di fronte alle critiche sulla sua posizione, ha sottolineato che «ogni cattolico che abbia letto il Catechismo e la Bibbia sa cosa credo».
Il portale Silere non possum, da parte sua, ha pubblicato il 24 ottobre un articolo in cui sostiene che l’arrivo di Alvarado al Palazzo Pio segna la fine dell’attività ordinaria nel dicastero dopo gli anni di Ruffini. Secondo quel mezzo, la futura prefetta ha già rivisto con il Papa gli organigrammi del dicastero e avrebbe detto di non avere intenzione di «smantellare nulla» e di trovarsi in una fase di ascolto. Il testo, dal tono chiaramente critico verso il team uscente, è una valutazione dello stesso mezzo: sostiene che ci sono persone in posizioni che non competono loro e che chi ha trattato gli uffici come propri avrà meno facilità dal 1° novembre. Alvarado non ha annunciato cambiamenti concreti.
Il dicastero coordina i media della Santa Sede, tra cui Vatican News, L’Osservatore Romano, l’Ufficio Stampa e l’editrice vaticana. A 39 anni, Alvarado sarà la prefetta più giovane della Curia romana.