Il Papa parla con Putin durante la convalescenza dal Gemelli

Il Papa parla con Putin durante la convalescenza dal Gemelli

L’Ufficio Stampa della Santa Sede ha informato nel pomeriggio di venerdì 16 ottobre della conversazione telefonica tra Leone XIV e il presidente della Federazione Russa. Il comunicato vaticano, breve e incentrato su una sola questione, pone in primo piano la situazione di Oleshky, una località sulla riva sinistra del Dnipro che rimane sotto occupazione russa dai primi mesi dell’invasione del 2022.

Secondo la nota ufficiale, durante la conversazione il Santo Padre ha espresso «la sua profonda preoccupazione per la grave situazione umanitaria nella città di Oleshky, nella regione di Kherson», e ha chiesto «un cessate il fuoco che permetta la consegna di cibo e assistenza medica, nonché l’evacuazione volontaria e sicura della popolazione civile». Il testo conclude segnalando che il Papa ha ribadito «l’impegno della Santa Sede nella promozione del dialogo e della pace».

Una telefonata dalla stanza d’ospedale

La conversazione avviene nel pieno della convalescenza del Pontefice. Leone XIV è entrato martedì scorso, 13 ottobre, al Policlinico Universitario Agostino Gemelli, dove è stato operato per un nodulo al polmone destro. I bollettini medici diffusi dalla Santa Sede hanno poi confermato che si trattava di un adenocarcinoma polmonare e che gli è stato asportato il lobo inferiore destro. Gli ultimi comunicati descrivono un’evoluzione favorevole, e il Papa ha ripreso parte del suo lavoro, sebbene le sue udienze rimangano sospese fino al 20 ottobre.

Che il Pontefice dedichi uno dei suoi primi gesti pubblici dopo l’operazione a una città concreta del fronte ucraino sottolinea la priorità che la diplomazia vaticana concede alla dimensione umanitaria del conflitto. Il comunicato non precisa chi abbia preso l’iniziativa della telefonata né riporta la risposta del presidente russo.

Una città isolata sulla riva sinistra del Dnipro

La situazione di Oleshky è stata oggetto di ripetuti allarmi negli ultimi mesi. Le autorità ucraine denunciano che il blocco impedisce l’arrivo di rifornimenti e l’uscita dei civili, e stimano che la popolazione si sia ridotta drasticamente dall’inizio della guerra. Alla fine di settembre, il commissario per i Diritti Umani del Consiglio d’Europa, Michael O’Flaherty, ha chiesto anch’egli un cessate il fuoco nella zona, accesso umanitario e l’evacuazione sicura della popolazione. Mosca, da parte sua, attribuisce le difficoltà agli attacchi ucraini. L’accesso alla città è molto limitato, il che rende difficile la verifica indipendente dei dati.

Non è la prima conversazione tra i due. Leone XIV e Putin hanno parlato al telefono per la prima volta il 4 giugno 2025, meno di un mese dopo il conclave. In quell’occasione, secondo quanto riferito allora dalla Sala Stampa, il Papa ha chiesto alla Russia un gesto a favore della pace e ha affrontato anche la questione umanitaria e gli scambi di prigionieri ai quali lavora il cardinale Matteo Zuppi.

La nuova telefonata mantiene la linea di quel primo contatto: una diplomazia vaticana che evita il terreno politico e concentra le sue richieste sulla protezione della popolazione civile, l’aiuto umanitario e l’apertura di canali di dialogo.

Aiuta Infovaticana a continuare a informare