Il rifiuto a che la peregrinazione Ad Petri Sedem celebri quest’anno la sua Messa pontificale nella Basilica di San Pietro è stato comunicato agli organizzatori dalla Segreteria di Stato. Lo ha confermato Joseph Shaw, presidente della Federazione Internazionale Una Voce (FIUV) e della Latin Mass Society di Inghilterra e Galles, in un’intervista con Timothy Flanders, caporedattore di OnePeterFive, pubblicata il 9 ottobre.
«Il messaggio ci è arrivato dalla Segreteria di Stato. Che c’entrano loro con questo?», si è chiesto Shaw, la cui federazione fa parte del Coetus Internationalis Summorum Pontificum, l’ente che organizza la peregrinazione. Le sue parole coincidono con quanto pubblicato da InfoVaticana l’11 settembre: una lettera datata 7 agosto e firmata da monsignor Paolo Rudelli, sostituto per gli Affari Generali della Segreteria di Stato, indica che gli organizzatori non sono autorizzati «quest’anno» a celebrare nella basilica vaticana.
La Messa era tornata all’Altare della Cattedra nel 2025, presieduta dal cardinale Raymond Burke, dopo due edizioni senza autorizzazione. Shaw ha descritto le trattative con San Pietro come «incredibilmente» complicate per il numero di organismi coinvolti e ha riconosciuto che, quando la risposta è negativa, «è impossibile sapere perché».
Da Gambetti a Viola
Il presidente di Una Voce ha ricordato che gli organizzatori hanno trattato «a lungo» con il cardinale Mauro Gambetti, che Leone XIV ha trasferito all’arcidiocesi di Chieti-Vasto il 3 ottobre scorso. «Forse l’anno prossimo tutto sarà completamente diverso. Forse era tutta cosa sua, ma non lo so», ha affermato.
Shaw ha parlato senza conoscere il nome del successore. Un giorno dopo la pubblicazione dell’intervista, il Papa ha nominato arciprete di San Pietro, vicario generale per la Città del Vaticano e presidente della Fabbrica monsignor Vittorio Francesco Viola, O.F.M., finora segretario del Dicastero per il Culto Divino, incarico dal quale ha accompagnato l’applicazione di Traditionis custodes dal 2021. Sarà Viola a dirigere la basilica in caso di una nuova richiesta degli organizzatori.
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Sul Pontefice, Shaw è stato più esplicito: «Penso che Papa Leone sia al corrente di tutto questo. E ha permesso che accadesse», ha detto, prima di precisare che può dipendere «da ogni sorta di ragioni». Ha chiesto di non cadere in letture complottiste. Ha sottolineato che l’autorizzazione a celebrare a Santa Maria Maggiore indica che «il messaggio non è del tutto negativo» e ha assicurato che nel 2025 i responsabili della basilica vaticana hanno trasferito all’esterno la Messa di un’altra peregrinazione per facilitare l’ingresso dei fedeli tradizionali.
«Essere accolti come cattolici»
Shaw ha insistito sul fatto che i fedeli legati alla liturgia tradizionale sono «molto uniti al papato», pur definendo quel legame come «un affetto piuttosto poco corrisposto». «Ciò che vogliamo è essere accolti come cattolici, e non poniamo condizioni preliminari», ha sottolineato.
Ha poi stabilito un paragone: «Alle persone LGBT è permesso fare questo, quello e altro ancora. Forse anche a noi potrebbe essere permesso qualcosa di simile». Ha chiesto ai fedeli tradizionali di essere «il tipo di persone che possano essere prese sul serio» e ha aggiunto: «Spero che la gerarchia non dia retta ai pazzi dei social media».
La XV Peregrinazione Internazionale Summorum Pontificum si celebrerà a Roma dal 23 al 25 ottobre. Secondo quanto spiegato da Shaw, i pellegrini potranno entrare in San Pietro come gruppo alle 13:00 di sabato 24 per venerare la tomba dell’Apostolo. La Messa pontificale, presieduta da monsignor Athanasius Schneider, si terrà alle 15:00 in Santa Maria Maggiore.