Una settimana dopo aver rimosso il cardinale Mauro Gambetti dalla Basilica Vaticana, Leone XIV ha colmato il vuoto. Il bollettino della Santa Sede pubblica oggi la nomina di Mons. Vittorio Francesco Viola, O.F.M., finora segretario del Dicastero per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, come vicario generale di Sua Santità per la Città del Vaticano, arciprete della Basilica Papale di San Pietro e presidente della Fabbrica di San Pietro. Per sostituirlo al Culto Divino, il Papa ha scelto lo spagnolo Mons. Aurelio García Macías, finora sottosegretario dello stesso dicastero.
Il 3 ottobre scorso, il Papa ha trasferito Gambetti all’arcidiocesi di Chieti-Vasto senza annunciare un successore, aprendo a Roma una settimana di pronostici. Nessuno ha indovinato. San Pietro passa da un francescano conventuale a un francescano minore, e la liturgia vaticana guadagna uno spagnolo nel suo secondo livello.
Viola, il liturgista di Assisi
Nato a Biella nel 1965, Viola appartiene alla provincia umbra dei Frati Minori dal 1991 ed è stato ordinato sacerdote nel 1993 da Mons. Luca Brandolini, stretto collaboratore di Annibale Bugnini, l’architetto della riforma liturgica postconciliare. Ha insegnato liturgia al Pontificio Ateneo Sant’Anselmo e all’Istituto Teologico di Assisi, dove ha presieduto anche la Caritas. Lì lo conobbe Francesco durante la sua visita del 2013.
Vescovo di Tortona dal 2014, è stato chiamato a Roma nel maggio 2021 come segretario dell’allora Congregazione per il Culto Divino, con il titolo di arcivescovo, nello stesso pacchetto di nomine che ha elevato Arthur Roche a prefetto. Da quella posizione ha accompagnato tutta l’applicazione di Traditionis custodes, pubblicata appena due mesi dopo il suo arrivo.
García Macías, un vallisoletano al vertice della liturgia
Aurelio García Macías è nato il 28 marzo 1965 a Pollos (Valladolid) ed è stato ordinato sacerdote per l’arcidiocesi di Valladolid il 20 settembre 1992. Laureato in Filosofia all’Università di Salamanca e dottore in Liturgia a Sant’Anselmo, con una tesi sull’ordinazione presbiterale nei riti bizantino e romano, è stato delegato diocesano di Liturgia dal 1997 e rettore del Seminario di Valladolid tra il 2011 e il 2015.
Benedetto XVI lo ha nominato consultore del Culto Divino nel 2010. Nel 2015 si è unito al dicastero, sotto il cardinale Robert Sarah, e nel 2016 è stato nominato capo ufficio. Nel maggio 2021 Francesco lo ha nominato sottosegretario con carattere episcopale e sede titolare di Rotdon; ha ricevuto l’ordinazione episcopale l’11 luglio di quell’anno nella cattedrale di Valladolid per mano del cardinale Ricardo Blázquez. Ha presieduto l’Associazione Spagnola dei Professori di Liturgia, ha tradotto in castigliano Liturgia y belleza di Piero Marini ed è stato banditore della Settimana Santa di Valladolid nel 2025.
Continuità al Culto Divino
Il cambio lascia intatto il team che Roche ha costruito nel 2021: il segretario se ne va verso San Pietro e il suo posto è occupato dal sottosegretario che ha lavorato al suo fianco per cinque anni. Chi si aspettava da Leone XIV una svolta nella politica liturgica dovrà cercarla altrove. La novità è nella Basilica, dove Viola eredita una Fabbrica di San Pietro e un Capitolo segnati dalle tensioni del periodo Gambetti.