L’Arcidiocesi di Monterrey, in Messico, metterà in funzione una cappella itinerante del Santissimo Sacramento destinata a portare l’adorazione eucaristica, la confessione e l’assistenza pastorale fino ai quartieri periferici in cui non esiste una chiesa vicina o risulta difficile accedervi. Il furgone percorrerà anche zone colpite dalla violenza legata al narcotraffico.
L’iniziativa inizierà a funzionare presumibilmente alla fine di settembre e fa parte delle celebrazioni per i 250 anni dell’Arcidiocesi di Monterrey, secondo quanto spiegato dal padre Ignacio Pulido Mendiola, responsabile della comunicazione dell’arcidiocesi, ai media vaticani.
Un altare e un confessionale all’interno di un furgone
L’idea è nata da una coppia di laici, che ha preferito rimanere anonima, mossa dalla devozione alla Vergine di Guadalupe e dal desiderio di facilitare la presenza eucaristica in luoghi lontani dai templi.
L’arcivescovo di Monterrey, Mons. Rogelio Cabrera López, ha affidato il progetto al padre Adrián Villagrán, parroco della Basilica di Nostra Signora di Guadalupe, che ha partecipato all’adattamento del veicolo.
Il furgone è stato attrezzato con un altare, due inginocchiatoi e due sedili. Il design permette di proteggere adeguatamente l’ostensorio con il Santissimo e di disporre di spazio affinché un sacerdote possa ascoltare le confessioni.

«Sarà possibile l’adorazione eucaristica, raccogliersi in preghiera e confessarsi», ha spiegato Pulido. La cappella potrà essere installata sia nei quartieri periferici che in altri luoghi di grande affluenza, tra cui centri ricreativi, parchi e centri commerciali.
La presenza della cappella sarà accompagnata da attività missionarie, iniziative di evangelizzazione e visite pastorali.
Portare l’Eucaristia nelle zone più problematiche
Monterrey è una delle principali aree metropolitane del Messico. L’arcidiocesi conta 254 parrocchie distribuite in circa 17.000 chilometri quadrati e serve una popolazione che continua a crescere.
Parte di questa crescita si concentra in zone periferiche dove si sono formati insediamenti con servizi limitati e dove non esiste ancora una struttura parrocchiale consolidata.
L’arcidiocesi ha promosso 30 missioni parrocchiali per rispondere a questa espansione. Diciannove sono già diventate parrocchie, ma l’arrivo di nuovi abitanti mantiene aperta la necessità di servire altri settori.
Il progetto vuole raggiungere anche luoghi colpiti dalla criminalità organizzata. Pulido ha segnalato che determinate zone periferiche subiscono le conseguenze degli scontri tra gruppi legati al narcotraffico, con episodi di omicidi e sparatorie.
«L’idea è andare nei luoghi più problematici per fare presenza eucaristica», ha spiegato il sacerdote.
In alcuni di questi quartieri, ha aggiunto, i problemi di sicurezza condizionano a tal punto la vita quotidiana che molti abitanti si limitano a spostarsi al lavoro e tornare direttamente a casa.
La risposta dei vicini
L’iniziativa ha già ricevuto richieste da comunità interessate a far visitare i loro quartieri dal veicolo.
«Quando abbiamo lanciato l’iniziativa e il furgone è stato benedetto dal nostro arcivescovo, abbiamo ricevuto tantissime risposte da persone che vivono in questi luoghi lontani», ha spiegato il responsabile della comunicazione dell’arcidiocesi.
Alcuni di questi vicini non hanno una chiesa vicina, mentre per altri le distanze o le condizioni dell’ambiente rendono difficile recarsi regolarmente in un tempio.
I sacerdoti assegnati alle missioni parrocchiali collaboreranno al progetto e potranno rilevare sia le esigenze spirituali che quelle materiali delle comunità visitate.
La cappella itinerante permetterà anche di avvicinare l’assistenza pastorale alle persone anziane che hanno difficoltà a spostarsi.
Un’arcidiocesi segnata dalla crescita di Monterrey
L’espansione urbana e demografica di Monterrey costituisce una delle principali sfide pastorali dell’arcidiocesi. All’arrivo di messicani provenienti da altre regioni del paese si aggiunge la presenza di immigrati di diverse nazioni dell’Iberoamerica e dei Caraibi.
La Chiesa locale mantiene tre case di accoglienza per immigrati, dove viene offerta assistenza che include orientamento giuridico e lavorativo. Altre persone si insediano in insediamenti periferici che, in alcuni casi, mancano persino di servizi di base come elettricità o acqua potabile.
Con la nuova cappella itinerante, l’Arcidiocesi di Monterrey intende integrare la creazione di parrocchie e missioni stabili portando direttamente il Santissimo Sacramento e il ministero sacerdotale nei luoghi dove non esiste ancora una presenza ecclesiale permanente.
Il furgone è già stato benedetto da Mons. Cabrera López ed è previsto che inizi i suoi giri nelle prossime settimane.