Vangelo del giorno 10 settembre 2026 – Luca 6, 27-38

Prima Lettura

Lettura della prima lettera dell’apostolo san Paolo ai Corinzi

1 Corinzi 8, 1-13

Cari fratelli: So che tutti voi conoscete ciò che è permesso riguardo alla carne immolata agli idoli. Ma attenzione!, perché il semplice fatto di conoscere riempie di superbia; l’amore, invece, fa il bene. E se qualcuno pensa che questa conoscenza gli basti, non ha idea di cosa sia la vera conoscenza. Ma colui che ama Dio è veramente conosciuto da Dio.

Ora, riguardo al mangiare la carne offerta agli idoli, sappiamo che un idolo non rappresenta nulla di reale e che non c’è che un solo Dio. Infatti, anche se si parla di dèi del cielo e della terra, come se ci fossero molti dèi e molti signori, tuttavia per noi non c’è che un solo Dio, il Padre, da cui tutto procede ed è nostra meta, e un solo Signore Gesù Cristo, per mezzo del quale esistono tutte le cose e per mezzo del quale anche noi esistiamo.

Ma non tutti sanno questo. Alcuni, infatti, abituati all’idolatria fino a poco tempo fa, continuano a mangiare la carne come se fosse consacrata agli idoli, e poiché la loro coscienza è poco formata, peccano. Non è certamente il cibo che ci renderà graditi a Dio, né diventeremo migliori o peggiori per il fatto di mangiare o non mangiare. Ma fate attenzione che questa vostra libertà non diventi occasione di peccato per coloro che hanno la coscienza poco formata. Perché se qualcuno ti vede seduto a tavola in un tempio degli idoli, non si crederà forse autorizzato dalla sua coscienza, che è poco formata, a mangiare ciò che è stato sacrificato agli idoli?

Allora, per colpa della tua conoscenza fai perire il fratello che ha la coscienza poco formata, per il quale è morto Cristo. In questo modo, peccando contro i vostri fratelli e ferendo la loro coscienza poco formata, peccate contro Cristo. Perciò, se un alimento è occasione di peccato per mio fratello, non mangerò mai carne per non dargli occasione di peccato.



Vangelo

Lettura del santo Vangelo secondo san Luca

Luca 6, 27-38

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Amate i vostri nemici, fate del bene a coloro che vi odiano, benedite coloro che vi maledicono e pregate per coloro che vi calunniano. A chi ti percuote su una guancia, offri anche l’altra; a chi ti toglie il mantello, non impedire che prenda anche la tunica. A chiunque ti chiede, da’; e a chi prende ciò che è tuo, non chiederlo indietro.

Trattate gli altri come volete che essi trattino voi; perché se amate solo coloro che vi amano, che merito ne avete? Anche i peccatori amano coloro che li amano. Se fate del bene solo a coloro che vi fanno del bene, che merito ne avete? Anche i peccatori fanno lo stesso. Se prestate solo quando sperate di ricevere, che merito ne avete? Anche i peccatori prestano ai peccatori, per riceverne altrettanto.

Voi invece amate i vostri nemici, fate del bene e prestate senza sperare nulla in cambio. Allora il vostro premio sarà grande e sarete figli dell’Altissimo, perché egli è buono anche con gli ingrati e i malvagi. Siate misericordiosi, come è misericordioso il Padre vostro.

Non giudicate e non sarete giudicati; non condannate e non sarete condannati; perdonate e sarete perdonati. Date e vi sarà dato: vi sarà versata in seno una misura buona, pigiata, scossa e traboccante. Perché con la misura con cui misurate, sarà misurato a voi in cambio».

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