La XV Peregrinazione Internazionale Summorum Pontificum Ad Petri Sedem, che si celebrerà a Roma dal 23 al 25 ottobre, non potrà celebrare quest’anno la sua Messa pontificale secondo il rito romano tradizionale nella Basilica di San Pietro. Dopo l’autorizzazione concessa nel 2025, quando il cardinale Raymond Leo Burke presiedette la celebrazione sull’Altare della Cattedra, quest’anno non è stato concesso il permesso richiesto per ripeterla nel tempio vaticano.
La celebrazione avrà luogo infine sabato 24 ottobre, alle 15:00, sull’altare maggiore della Basilica Papale di Santa Maria Maggiore, e sarà presieduta da monsignor Athanasius Schneider, vescovo ausiliare di Astana, in Kazakistan. I pellegrini manterranno, tuttavia, la tradizionale processione fino a San Pietro ed entreranno nella basilica per pregare prima di trasferirsi a Santa Maria Maggiore. Così risulta nel programma ufficiale della peregrinazione.
Roma non concede il permesso di celebrare a San Pietro
Il cambiamento modifica quanto previsto inizialmente per l’edizione del 2026. Lo scorso mese di maggio era stato annunciato che la Messa pontificale sarebbe tornata sull’Altare della Cattedra di San Pietro, dando continuità al ritorno della celebrazione tradizionale nel tempio vaticano che si era verificato nell’ottobre del 2025.
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Fonti vicine agli organizzatori hanno confermato a The Catholic Herald che l’autorizzazione a celebrare la Messa a San Pietro non è stata concessa e che la decisione è stata comunicata all’organizzazione attraverso la Segreteria di Stato. Secondo il media britannico, il cardinale Rolandas Makrickas, arciprete della Basilica Papale di Santa Maria Maggiore, ha allora offerto la possibilità di celebrare lì la Messa.
Non è stata resa pubblica una spiegazione ufficiale della Santa Sede sui motivi del rifiuto. Una fonte vaticana a conoscenza delle conversazioni, citata da AdVaticanum, sostiene che la dimensione raggiunta dalla celebrazione del 2025 e il modo in cui è stata successivamente accolta in alcuni ambienti tradizionali non sarebbero stati graditi da determinati responsabili vaticani. La fonte ha affermato che quella reazione è stata percepita come un’esibizione di trionfo. Si tratta, in ogni caso, di una spiegazione proveniente da una fonte anonima e non di una motivazione comunicata ufficialmente da Roma.
I pellegrini entreranno comunque a San Pietro
Il rifiuto riguarda esclusivamente la celebrazione della Messa pontificale a San Pietro e non impedirà che la peregrinazione arrivi fino alla basilica vaticana. Il programma definitivo mantiene il percorso devozionale previsto per la mattina di sabato 24 ottobre.
I partecipanti reciteranno il Rosario alle 10:00 davanti alla Basilica dei Santi Celso e Giuliano e, un’ora dopo, inizieranno la processione verso il Vaticano. È previsto il loro arrivo in piazza San Pietro a mezzogiorno, seguito dai controlli di sicurezza e dall’ingresso nella basilica. Alle 13:00 avrà luogo lì un momento di preghiera.
Successivamente, i pellegrini dovranno spostarsi fino a Santa Maria Maggiore, dove Schneider celebrerà alle 15:00 sull’altare maggiore. Gli organizzatori hanno espresso il loro rammarico per non poter celebrare a San Pietro e, allo stesso tempo, la loro gratitudine a Papa Leone XIV e al cardinale Makrickas per la possibilità di farlo nella basilica liberiana.
Santa Maria Maggiore non è una sede minore all’interno di Roma. È una delle quattro basiliche papali maggiori e ospita, inoltre, la tomba di san Pio V, il Papa che promulgò nel 1570, mediante la bolla Quo primum, l’edizione del Messale Romano preparata dopo il Concilio di Trento.
Il precedente di Burke nel 2025
Il cambiamento acquista particolare rilevanza per quanto accaduto meno di un anno fa. Il 25 ottobre 2025, il cardinale Raymond Leo Burke presiedette una Messa pontificale secondo il Messale del 1962 sull’Altare della Cattedra di San Pietro. La celebrazione rappresentò il ritorno della Messa pontificale della peregrinazione a quell’altare dopo che nel 2023 e nel 2024 non aveva ricevuto l’autorizzazione a celebrarla lì.
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La situazione degli ultimi anni è stata mutevole. Nel 2021 e nel 2022 la Messa della peregrinazione poté essere celebrata all’interno di San Pietro, anche se senza che un prelato ricevesse l’autorizzazione a presiederla. Nel 2023 e nel 2024, invece, non fu permesso celebrare la Messa e i pellegrini poterono svolgere atti di preghiera all’interno della basilica. Nel 2025, Burke tornò a presiedere una Messa pontificale sull’Altare della Cattedra.
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La celebrazione del 2025 riunì un numero di fedeli che, secondo fonti vicine all’organizzazione citate da The Catholic Herald, sorprese il personale vaticano. Quelle stesse fonti avvertirono già allora che l’ampia risonanza pubblica della Messa poteva generare una reazione tra i settori della Curia contrari a una flessibilizzazione delle restrizioni sulla liturgia tradizionale.
L’autorizzazione dell’anno scorso era stata interpretata come un possibile segnale di cambiamento sotto il pontificato di Leone XIV. Il rifiuto del 2026 impedisce, per il momento, di parlare di una continuità nelle autorizzazioni affinché la peregrinazione celebri la sua Messa pontificale a San Pietro.
Schneider presiederà i Vespri e la Messa pontificale
La XV Peregrinazione Summorum Pontificum Ad Petri Sedem inizierà il venerdì 23 ottobre. Alle 18:30, Schneider presiederà i Vespri pontificali nella Basilica di Santa Maria ad Martyres, il Pantheon. Il sabato avranno luogo il Rosario, la processione verso San Pietro, la preghiera all’interno della basilica e, successivamente, la Messa pontificale a Santa Maria Maggiore.
Domenica 25 ottobre, festa di Cristo Re secondo il calendario tradizionale, si celebreranno le Messe di ringraziamento. Alle 8:30 ci sarà una celebrazione a San Giovanni Battista dei Fiorentini, presieduta dal canonico Antoine Landais; alle 11:00 avrà luogo la Messa di chiusura nella Santissima Trinità dei Pellegrini; e alle 16:00 monsignor Marco Agostini celebrerà a Sant’Anna in Laterano.
La peregrinazione si celebra annualmente a Roma dal 2012 e riunisce sacerdoti, religiosi e fedeli di diversi Paesi legati alla liturgia romana tradizionale. Quest’anno porterà nuovamente i suoi partecipanti fino a San Pietro, ma, a differenza del 2025 e di quanto annunciato inizialmente per il 2026, la Messa pontificale dovrà essere celebrata fuori dalla basilica vaticana e avrà come sede l’altare maggiore di Santa Maria Maggiore.