Leone XIV ha messo in guardia questo mercoledì i vescovi vicini al Movimento dei Focolari sulle conseguenze dell’individualismo in Occidente, dove le reti tradizionalmente stabili di «famiglia, amicizia e comunità» stanno cedendo il passo, come ha avvertito, a una frammentazione sempre maggiore.
Il Papa si è espresso durante l’udienza concessa questo 9 settembre, nel Palazzo Apostolico Vaticano, a un gruppo di vescovi amici del Movimento dei Focolari, riuniti per un incontro spirituale sotto il motto «Rendere testimonianza dell’unità». Davanti a un mondo segnato dalla polarizzazione, dai pregiudizi, dal razzismo, dall’intolleranza religiosa e, in alcuni Paesi, dalla violenza, Leone XIV ha presentato la comunione cristiana come risposta a società sempre più frammentate.
Famiglia, amicizia e comunità di fronte all’individualismo
Soffermandosi specificamente sulla situazione dell’Occidente, Leone XIV ha sottolineato che l’individualismo non riguarda solo la concezione della libertà, ma anche i legami su cui tradizionalmente si è articolata la vita sociale.
«Penso anche alla situazione qui in Occidente, ormai troppo segnata dagli effetti dell’individualismo, dove le reti un tempo stabili della famiglia, dell’amicizia e della comunità stanno cedendo il passo a una maggiore frammentazione», ha affermato.
Il Pontefice ha collegato questo processo a un’idea di libertà che «si presenta sempre più come autonomia assoluta», intesa come «la capacità di cercare la felicità senza alcun limite morale, naturale o anche umano».
Leone XIV ha avvertito, inoltre, di un paradosso. Nonostante l’enfasi contemporanea sulla libertà individuale, le persone si sentono spesso «meno libere di essere veramente se stesse o di seguire i propri ideali più elevati», a causa di una «paura nascosta» di essere giudicate o di non integrarsi.
La perdita di apertura verso gli altri, ha spiegato, aumenta il sentimento di disunione e finisce per privare l’uomo della felicità per la quale è stato creato.
La comunione come risposta alla frammentazione
Di fronte a questo individualismo, il Papa ha ricordato che l’uomo è stato creato a immagine di Dio Trinità, «che è Lui stesso una comunione di persone: Padre, Figlio e Spirito Santo».
Secondo Leone XIV, Cristo mostra all’uomo il senso più profondo della sua esistenza e delle sue relazioni, mentre dalla comunione con Dio nasce la comunione tra gli uomini «come fratelli e sorelle in Cristo».
«Questa è la Chiesa, mistero di comunione, segno e fermento di unità per il nostro mondo», ha affermato, riferendosi a Communionis notio, la lettera dell’allora Congregazione per la Dottrina della Fede su alcuni aspetti della Chiesa intesa come comunione.
L’eredità di Chiara Lubich
Il Pontefice ha inquadrato queste riflessioni nel tema scelto per l’incontro, «Rendere testimonianza dell’unità», che ha definito come uno degli elementi essenziali del movimento fondato da Chiara Lubich.
Leone XIV ha ricordato che Lubich ha reso testimonianza «del senso e del servizio dell’unità» in un’epoca già segnata dalle divisioni e ha considerato che questo compito risulta «ancora più urgente oggi».
Il Papa ha citato espressamente il discorso che Francesco ha rivolto nel settembre 2021 a un altro incontro di vescovi amici dei Focolari. Durante il suo pontificato, Francesco ha insistito presso il movimento sulla necessità di evitare l’autoriferimento e mantenere una «fedeltà dinamica» al carisma della sua fondatrice.
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Leone XIV ha ora incoraggiato i prelati a sfruttare questi giorni per vivere la fraternità tra vescovi e ha espresso il desiderio che il sostegno spirituale trovato nell’Opera di Maria —nome ufficiale del Movimento dei Focolari— li aiuti anche a vivere «la comunione e la fraternità» nelle rispettive conferenze episcopali.
«La risposta non sta nel formare più comitati»
Il Papa ha chiarito, tuttavia, che la risposta alle divisioni non passa principalmente per moltiplicare strutture o iniziative.
«La risposta alle tristi divisioni che affliggono il nostro mondo non sta nel formare più comitati o lanciare più progetti, ma nel tornare alla fonte della nostra unità nella Santissima Trinità», ha affermato.
«Infatti, dobbiamo diventare contemplativi!», ha aggiunto.
Per Leone XIV, la testimonianza di unità che chiede ai vescovi ha quindi un fondamento spirituale prima che organizzativo.
Preghiera davanti al Tabernacolo e celebrazione attenta della Messa
In questo senso, il Pontefice ha chiesto ai prelati di sfruttare l’incontro per nutrire soprattutto la loro vita interiore mediante una «preghiera generosa e perseverante davanti al nostro Signore nel Tabernacolo».
Li ha anche esortati a una celebrazione «serena e attenta» dell’Ufficio Divino e della Santa Messa e alla contemplazione frequente dell’inabitazione delle Persone della Trinità «nel profondo del nostro essere».
In questo modo, ha concluso Leone XIV, i vescovi potranno essere, tra loro e davanti ai fedeli che servono, testimoni di «quell’unità che costruisce una pace duratura».