L’arcivescovo di Lille, Laurent Le Boulc’h, ha chiesto perdono a nome della Chiesa diocesana alle vittime di Jacques Delfosse, ex sacerdote accusato di numerosi abusi sessuali su minori, e ha riconosciuto i fallimenti nell’azione dell’istituzione durante gli anni in cui si sono verificati i fatti.
Le Boulc’h ha ricevuto lo scorso 31 agosto quattro persone in rappresentanza del collettivo delle vittime. Dopo l’incontro, la diocesi ha informato che l’arcivescovo aveva espresso la sua «desolazione» e denunciato «lo scandalo di un uomo e del silenzio nella Chiesa».
«Chiede perdono, a nome della Chiesa diocesana, a tutte le persone vittime», ha indicato il comunicato.
La diocesi riconosce «fallimenti dell’istituzione»
All’incontro hanno partecipato anche il vicario generale di Lille, Romuald Carton, e la delegata generale della diocesi, Anne-Flore Vildrac.
La diocesi ha definito l’incontro «denso e costruttivo» e ha riconosciuto espressamente «certi fallimenti dell’istituzione». Secondo il comunicato, l’incontro ha permesso di ascoltare la sofferenza delle vittime e di studiare proposte per avanzare «al servizio della verità, della giustizia e del buon trattamento di tutti».
L’arcivescovo ha inoltre aperto la possibilità che le stesse vittime partecipino all’elaborazione di nuove proposte di accompagnamento e prevenzione.
Uno dei partecipanti, Sylvain Brouwer, ha assicurato dopo l’incontro di sentirsi «sollevato» per il riconoscimento che per anni ci sono stati problemi e «troppa lassità» nella Chiesa. Allo stesso tempo, ha lamentato che non siano state fornite spiegazioni sui successivi trasferimenti di Delfosse.
Un’indagine giudiziaria per sette vittime
La richiesta di perdono arriva pochi giorni dopo che la Procura di Lille ha annunciato, il 28 agosto, l’apertura di un’indagine giudiziaria contro Delfosse per diversi reati sessuali, inclusi presunti casi di stupro di minori.
L’indagine riguarda attualmente fatti denunciati da sette vittime, che avevano tra i 5 e i 18 anni al momento dei presunti abusi. Tra i reati indagati figurano stupri di minori di 15 anni e fatti presumibilmente commessi da una persona che aveva autorità sulle vittime.
In totale, 26 persone hanno presentato denunce contro Delfosse, sebbene una parte dei fatti denunciati sia prescritta. L’indagine giudiziaria permetterà a un giudice istruttore di proseguire le indagini su quei casi che possono ancora essere perseguiti penalmente.
La diocesi di Lille ha manifestato la speranza che la giustizia civile possa agire riguardo alle sette vittime incluse in questa nuova indagine.
Condannato nel 2007 ed espulso dallo stato clericale nel 2025
Jacques Delfosse ha esercitato il suo ministero in diverse parrocchie e cappellanie del nord della Francia e successivamente nella diocesi di Créteil. Le accuse riguardano fatti presumibilmente commessi nel corso di diversi decenni.
Nel 2007 è stato condannato dalla Corte d’Assise di Val-de-Marne per stupri e aggressioni sessuali su minori. La sentenza gli ha inflitto cinque anni di carcere, di cui sei mesi da scontare in modo effettivo.
Nonostante quella condanna, nuove denunce sono emerse successivamente. Un’inchiesta giornalistica pubblicata nel novembre 2025 ha fatto sì che numerose persone si mettessero in contatto sia con la giustizia che con le strutture di ascolto della Chiesa. A luglio di quest’anno, Le Monde contava 62 vittime dichiarate tra il 1966 e il 2002, 23 delle quali si erano manifestate dopo quell’inchiesta.
Delfosse è stato infine espulso dallo stato clericale il 29 settembre 2025, come ha ora confermato la diocesi di Lille.
La diocesi ha ribadito il suo invito a chiunque abbia subito violenza da parte dell’ex sacerdote a rivolgersi alla sua cellula di ascolto e a presentare una denuncia alla giustizia.
Il caso rimane aperto nei tribunali francesi mentre la Chiesa di Lille cerca ora di chiarire anche la propria azione durante i decenni in cui Delfosse ha esercitato il ministero.