Un tribunale di Gerusalemme ha assolto per incapacità di intendere e di volere Yona Simcha Schreiber, il colono israeliano di 36 anni che lo scorso 28 aprile ha aggredito violentemente una religiosa cattolica francese sul Monte Sion, vicino alla Città Vecchia di Gerusalemme. Il giudice ha ritenuto provato che Schreiber ha commesso l’aggressione, ma ha accolto la perizia psichiatrica che ha concluso che si trovava in uno stato psicotico e non poteva comprendere né controllare le proprie azioni.
Il Tribunale dei Magistrati di Gerusalemme ha ordinato il suo internamento in un ospedale psichiatrico per un massimo di sei anni, la durata massima prevista per la gravità dei fatti a lui attribuiti. La Procura israeliana aveva chiesto la sua condanna per un’aggressione motivata da ostilità verso un gruppo religioso.
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Il tribunale ritiene provato l’attacco
La sentenza, emessa mercoledì 26 agosto, stabilisce che le prove dimostrano che Schreiber ha compiuto gli atti descritti nell’accusa. Tuttavia, il giudice Ophir Tischler ha accolto le conclusioni dello psichiatra distrettuale, secondo le quali l’imputato soffriva di uno stato psicotico al momento dei fatti e non era penalmente responsabile.
Schreiber, residente a Peduel, un insediamento israeliano situato in Cisgiordania, era stato formalmente accusato a maggio di aggressione con motivazione di ostilità verso un gruppo religioso.
L’internamento psichiatrico per sei anni costituisce il massimo applicabile in questo caso ed è riservato a fatti considerati gravi. Tuttavia, il comitato psichiatrico competente potrà successivamente ridurre tale periodo in base all’evoluzione clinica del paziente.
Secondo le informazioni diffuse dopo la sentenza, Schreiber è stato ricoverato nel centro psichiatrico lunedì, due giorni prima che il tribunale rendesse pubblica la sua decisione.
L’avvocato Zaki Sahlia, in rappresentanza della religiosa, ha espresso il suo disaccordo con l’esito giudiziario.
«Avremmo preferito che l’aggressore fosse considerato penalmente responsabile e punito per i suoi atti», ha dichiarato il legale. Ha aggiunto che l’assoluzione e l’internamento coatto «non diminuiscono la gravità dell’attacco né la sofferenza» patita dalla vittima.
La religiosa è stata aggredita alle spalle e calciata a terra
L’aggressione è avvenuta il 28 aprile nei pressi del Tomba del re Davide e del Cenacolo, sul Monte Sion. La vittima, una religiosa francese di 48 anni, lavora come ricercatrice presso la prestigiosa École biblique et archéologique française de Jérusalem, istituzione diretta dai domenicani.
Le telecamere di sicurezza hanno registrato l’attacco. Le immagini mostrano Schreiber che si avvicina correndo da dietro la religiosa e la spinge violentemente. La donna è caduta e ha battuto la testa contro una superficie di pietra.
L’aggressore si è allontanato inizialmente, ma è tornato mentre la religiosa era ancora a terra e l’ha calciata. Un passante è intervenuto per fermare l’aggressione.
La Polizia israeliana ha successivamente diffuso immagini in cui si poteva osservare la ferita subita dalla religiosa alla testa. Schreiber è stato arrestato lo stesso giorno.
Gli attacchi contro i cristiani aumentano a Gerusalemme
L’aggressione alla religiosa si è verificata in un contesto di aumento degli attacchi e degli atti di molestia contro i cristiani in Israele, soprattutto a Gerusalemme.
Un rapporto del Religious Freedom Data Center ha documentato 83 incidenti anticristiani tra aprile e giugno 2026, rispetto ai 44 registrati nei primi tre mesi dell’anno. Dieci dei casi includevano minacce o aggressioni fisiche.
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Dei 83 incidenti registrati durante il secondo trimestre, 68 si sono verificati a Gerusalemme e 46 nella Città Vecchia. Più della metà consistevano in sputi diretti contro i cristiani, una pratica che colpisce in particolare sacerdoti, religiosi e persone che portano segni visibili della loro fede.
L’aggressione subita dalla religiosa francese è stata inclusa tra gli episodi più gravi registrati durante quel periodo.