Vangelo del giorno 14 agosto 2026 – Matteo 19, 3-12

Prima Lettura

Lettura della profezia di Ezechiele

Ezechiele 16, 1-15. 60. 63

Il Signore mi parlò e mi disse: «Figlio dell’uomo, fai conoscere a Gerusalemme i suoi peccati. Dille da parte mia: ‘La patria in cui sei nata è il paese di Canaan. Tuo padre era un amorreo e tua madre un’ittita. Il giorno in cui nascesti non ti tagliarono il cordone ombelicale, né ti lavarono, né ti strofinarono con sale, né ti avvolsero in fasce. Nessuno ebbe compassione di te per offrirti qualcuno di questi servizi e rimanesti abbandonata in piena campagna, perché eri ripugnante il giorno in cui nascesti. Io passai accanto a te, ti vidi dibatterti nel tuo sangue e ti dissi, quando eri tutta insanguinata: Vivi e cresci come l’erba del campo.

Crescesti, ti sviluppasti e diventasti donna. Entrasti nella pubertà, si formarono i tuoi seni e ti crebbe il pelo. Ma eri nuda e coperta di vergogna. Passai di nuovo accanto a te e vidi che eri nell’età dell’amore. Stesi il mio mantello su di te e ti coprii con esso; con giuramento feci un’alleanza con te, dice il Signore, e fosti mia. Ti lavai il sangue che ti copriva e ti unsi con olio. Ti misi vestiti ricamati, sandali fini, una fascia di lino sulla testa e un mantello di seta. Ti adornai con gioielli: con braccialetti e collane; ti misi un anello, orecchini e una splendida corona sulla testa; sfoggiavi gioielli d’oro e d’argento e vestiti di lino, di seta e ricamati. Ti nutrivi con grano fine, con miele e con olio. Eri ogni giorno più bella, tanto bella come una regina. La fama della tua bellezza si diffuse tra le nazioni, perché io, dice il Signore, ti colmai di incanti.

Allora ti insuperbisti per la tua bellezza, ti approfittasti della tua fama per prostituirti e ti consegnasti a chiunque passava. Ma io ricorderò l’alleanza che feci con te quando eri giovane e farò con te un’alleanza eterna, affinché tu ricordi il tuo passato, ti vergogni e non apra più la bocca per vantarti, quando io ti perdonerò tutto ciò che hai fatto». Questo dice il Signore onnipotente.



Vangelo

Lettura del santo Vangelo secondo san Matteo

Matteo 19, 3-12

In quel tempo, si avvicinarono a Gesù alcuni farisei e gli chiesero, per tendergli una trappola: «È lecito all’uomo divorziare dalla propria moglie per qualsiasi motivo?»

Gesù rispose loro: «Non avete letto che il Creatore, fin dal principio li fece uomo e donna, e disse: ‘Per questo l’uomo lascerà suo padre e sua madre, per unirsi a sua moglie, e i due saranno una sola carne?’ Di modo che non sono più due, ma una sola carne. Dunque, ciò che Dio ha unito, l’uomo non lo separi».

Ma essi replicarono: «Allora perché Mosè ordinò che il marito desse alla moglie un atto di ripudio, quando si divorzia da lei?»

Gesù rispose loro: «Per la durezza del vostro cuore, Mosè vi permise di divorziare dalle vostre mogli; ma all’inizio non fu così. E io vi dichiaro che chiunque si divorzia dalla propria moglie, salvo il caso che vivano in unione illegittima, e sposa un’altra, commette adulterio; e chi sposa la divorziata, commette anche adulterio».

Allora i suoi discepoli gli dissero: «Se questa è la situazione dell’uomo rispetto alla moglie, non conviene sposarsi». Ma Gesù disse loro: «Non tutti comprendono questo insegnamento, ma solo coloro ai quali è stato concesso. Infatti ci sono uomini che, dalla nascita, sono incapaci per il matrimonio; altri sono stati mutilati dagli uomini, e ce ne sono altri che hanno rinunciato al matrimonio per il Regno dei cieli. Lo comprenda chi può comprenderlo».

Aiuta Infovaticana a continuare a informare