Marx, riconvalidato in Curia nonostante abbia sfidato Roma con le benedizioni alle coppie omosessuali

Marx, riconvalidato in Curia nonostante abbia sfidato Roma con le benedizioni alle coppie omosessuali
Cardenal Marx durante la celebración de una Misa "LGTB" en 2022

Il Papa Leone XIV ha nominato questo martedì un gruppo di nuovi membri del Consiglio per l’Economia e ha confermato il cardinale Reinhard Marx come coordinatore dell’organismo, incarico che l’arcivescovo di Monaco e Frisinga ricopre ininterrottamente dal 2015, quando fu designato da Francesco.

Tra i nuovi membri figurano i cardinali Grzegorz Ryś, arcivescovo di Łódź; Ladislav Nemet, arcivescovo di Belgrado; il domenicano Jean-Paul Vesco, arcivescovo di Algeri; e Roberto Repole, arcivescovo di Torino.

Marx, undici anni alla guida delle finanze vaticane

La riconferma di Marx è il dato di maggiore rilevanza politica dell’annuncio. Il porporato tedesco, che a settembre compirà 73 anni, coordina il Consiglio per l’Economia dalla sua istituzione e ha superato tutte le turbolenze del pontificato precedente: dalla sua clamorosa offerta di rinuncia alla sede di Monaco nel 2021 —respinta da Francesco— a seguito della gestione degli abusi nella sua arcidiocesi, fino al suo ruolo come uno dei grandi sostenitori del Cammino Sinodale tedesco.

Marx è arrivato persino a sfidare apertamente Roma sulla questione delle benedizioni alle coppie omosessuali. Lo scorso aprile ha introdotto nella sua arcidiocesi la guida «Una benedizione rafforza l’amore», che autorizza benedizioni ritualizzate a coppie dello stesso sesso e a divorziati risposati, nonostante il Dicastero per la Dottrina della Fede avesse già respinto per iscritto il progetto tedesco. La risposta di Leone XIV non si è fatta attendere: «La Santa Sede non è d’accordo con la benedizione formalizzata delle coppie», ha affermato il Pontefice nel volo di ritorno dal suo viaggio in Africa. Marx, lungi dal rettificare, ha denunciato una «campagna coordinata» contro il Sinodo tedesco e ha mantenuto l’applicazione delle linee guida, il che gli è valso persino una lettera critica da parte di 26 sacerdoti della sua stessa arcidiocesi, che minacciano di rivolgersi alla Santa Sede.

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Nulla di tutto ciò ha avuto conseguenze: appena due settimane dopo aver ricevuto Marx in udienza a seguito della lettera dei 26 sacerdoti, il Papa lo conferma alla guida dell’organismo che vigila sulle finanze della Santa Sede. La riconferma chiarisce che quelle divergenze sembrano essere state solo sceniche.

Il Consiglio per l’Economia è stato istituito da Francesco nel 2014 mediante il motu proprio Fidelis dispensator et prudens con il compito di supervisionare le strutture e le attività amministrative e finanziarie dei dicasteri della Curia e delle istituzioni collegate alla Santa Sede, e di esercitare la vigilanza sulla Segreteria per l’Economia. La sua composizione mista include cardinali e vescovi insieme a esperti laici, tra cui diverse donne incorporate da Francesco nel 2020.

Chi sono i nuovi membri

Grzegorz Ryś (Cracovia, 1964), arcivescovo di Łódź e cardinale dal concistoro di settembre 2023, è considerato il volto più «aperturista» dell’episcopato polacco, con un profilo nettamente diverso dalla maggioranza dei suoi confratelli nel suo Paese.

Ladislav Nemet (1956), verbita ungherese-serbo, arcivescovo di Belgrado, ha ricevuto la porpora nel concistoro di dicembre 2024, in linea con la politica di Francesco di cardinalizzare sedi periferiche.

Jean-Paul Vesco (Lione, 1962), domenicano francese e arcivescovo di Algeri, anch’egli creato cardinale nel dicembre 2024, si è espresso pubblicamente a favore della comunione per i divorziati risposati ed è una delle voci più identificate con l’agenda del pontificato precedente.

Roberto Repole (Torino, 1967), teologo ed ex presidente dell’Associazione Teologica Italiana, arcivescovo di Torino e Susa, cardinale anch’egli dal dicembre 2024, appartiene alla generazione di teologi promossi da Francesco negli ultimi anni.

Continuità, non rottura

Con questi incarichi, Leone XIV invia un segnale inequivocabile di continuità con il disegno economico-curial ereditato da Francesco: i quattro nuovi membri provengono dagli ultimi concistori del precedente pontificato e il coordinatore rimane lo stesso da oltre un decennio. Il consolidamento della vecchia guardia bergogliana arriva, inoltre, in un momento particolarmente delicato per le finanze vaticane, segnate dal deficit strutturale della Curia e dalla crisi del fondo pensioni.

La permanenza di Marx alla guida del Consiglio contrasta, infine, con il discorso ufficiale sulla rotazione e la limitazione dei mandati negli organismi della Curia romana.


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