L’arcivescovo di Mérida-Badajoz, Mons. José Rodríguez Carballo, ha pubblicato un messaggio in occasione della crisi migratoria vissuta a Ceuta in cui condanna l’operato delle mafie che trafficano esseri umani, mette in guardia contro qualsiasi strumentalizzazione politica della tragedia e ricorda il magistero di Leone XIV sulle migrazioni. Il comunicato, diffuso dall’Arcidiocesi di Mérida-Badajoz, è accompagnato da un articolo integrale dell’arcivescovo emerito di Tangeri, Mons. Santiago Agrelo.
«Sarebbe un peccato grave manipolare e approfittarci dei poveri»
Nel suo messaggio, Rodríguez Carballo afferma che «di fronte al dramma, diventato lutto, che stiamo vivendo in questi giorni per la situazione creatasi a Ceuta, non possiamo guardare dall’altra parte», e sostiene che gli eventi «interpellano tutti», a cominciare dai responsabili politici.
L’arcivescovo avverte che «sarebbe molto triste cercare di trarre vantaggio politico da una situazione umanitaria grave, molto grave» e aggiunge che «sarebbe un peccato grave manipolare e approfittarci dei poveri».
Allo stesso tempo, ricorda che la responsabilità di fronte a questa crisi «è condivisa, sia dai Paesi di origine che da quelli di transito e di destinazione» e condanna «apertamente le mafie che giocano con le persone e in particolare con i più poveri».
Ricorda il magistero di Leone XIV
Rodríguez Carballo spiega che desidera farsi eco «del pensiero della Chiesa e più concretamente di Papa Leone sull’immigrazione».
In questo contesto, ricorda che va rispettata «al massimo la dignità della persona umana», una dignità che, nelle parole del Pontefice, «non conosce frontiere».
Allo stesso tempo, sottolinea che chi arriva legalmente in Spagna «deve impegnarsi nell’apprendimento della nostra lingua, nel rispetto delle nostre leggi e nella partecipazione alla società che li accoglie, affinché la migrazione sia un vero arricchimento reciproco».
L’arcivescovo cita anche alcune parole di Leone XIV: «La Chiesa non può disinteressarsi di queste acque né di nessun luogo dove la fame, la sete, la violenza, la paura o l’esilio continuino a ferire la dignità umana».
A partire da questo approccio, conclude che la risposta all’immigrazione «non si tratta semplicemente di aprire o chiudere le frontiere senza altro, ma di bilanciare diritti, doveri e il bene comune, con un volto sempre umano e fraterno».
L’Arcidiocesi diffonde un articolo di Mons. Santiago Agrelo
Insieme al messaggio di Rodríguez Carballo, l’Arcidiocesi di Mérida-Badajoz ha pubblicato integralmente un articolo dell’arcivescovo emerito di Tangeri, Mons. Santiago Agrelo, intitolato È tempo di amare….
In esso, Agrelo sostiene che quanto accaduto a Ceuta «ha poco o nulla a che vedere con il dramma dell’immigrazione clandestina» e ritiene che gli eventi rispondano piuttosto a «un movimento provocato da interessi politici» e a «uno scontro interessato tra potenti».
L’arcivescovo emerito afferma, tuttavia, che le decine di migliaia di persone coinvolte nella crisi devono essere considerate dal cristiano «come destinatari di misericordia» e ricorda che il Vangelo invita a rispondere con compassione verso chi soffre.
La sua riflessione si conclude con un appello a vivere la carità cristiana anche in mezzo alla crisi: «Per il credente è sempre tempo di dare la vita, di perderla, di donarla… è sempre tempo di amare».