Leone XIV chiede nell'Angelus di riprendere i negoziati per la pace e rispettare i luoghi santi di tutte le religioni

Leone XIV chiede nell'Angelus di riprendere i negoziati per la pace e rispettare i luoghi santi di tutte le religioni

La preoccupazione per i conflitti in Medio Oriente e in Terra Santa ha segnato la preghiera dell’Angelus di questa domenica da Castel Gandolfo, dove papa Leone XIV ha lanciato un nuovo appello a favore della pace. Il Pontefice ha chiesto di riprendere i negoziati per raggiungere «una soluzione politica giusta», ha respinto le azioni militari e le decisioni unilaterali che alterano lo statu quo dei luoghi santi, e ha avvertito che l’intensificazione della violenza continua a mettere in grave pericolo la popolazione civile. Nella sua riflessione prima dell’Angelus, inoltre, ha invitato i fedeli a riscoprire il Regno di Dio come il vero tesoro della vita e ha messo in guardia contro una cultura consumista che «suscita sempre nuovi bisogni» senza riuscire a saziare il cuore.

Lasciamo di seguito le parole di Leone XIV:

Cari fratelli e sorelle, buona domenica!

Al centro dell’insegnamento di Gesù si trova il mistero del Regno di Dio, che il Vangelo di oggi paragona a una perla e a un tesoro (cf. Mt 13,44-52). Le parabole fanno intuire la sorpresa di chi trova ciò che non poteva nemmeno sperare, al punto che vendere o lasciare tutto non sembra più una rinuncia, ma un guadagno. Infatti, fin dalle prime pagine, gli evangelisti descrivono la chiamata di Gesù a seguirlo come qualcosa di irresistibile: libera, senza dubbio, ma urgente e capace di suscitare una risposta immediata e mossa dal desiderio. Questo è un primo aspetto importante del modo in cui Dio è vicino e si lascia trovare: l’incontro con il suo Regno è un punto di svolta che non limita, ma amplia la vita. Se qualcosa deve cambiare ora, è per avere più possibilità, non meno.

C’è un secondo aspetto a cui Gesù sembra dare molta importanza: chi trova il tesoro nascosto nel campo è probabilmente un contadino; la perla, invece, è riconosciuta come di grande valore da un commerciante, forse un viaggiatore. Seguono altre due parabole in cui i protagonisti sono pescatori e uno scriba esperto di cose antiche e nuove. Ce ne sono altre, inoltre, in cui il Regno si lascia intravedere in una donna che impasta la farina, in un’altra che mette in ordine la casa, in un re che pianifica la guerra, in un uomo che progetta una torre, in amministratori che gestiscono pagamenti o investimenti, in pastori e agricoltori. In sintesi, il Regno di Dio rivela la sua inestimabile bellezza in modi diversi, ma chiama tutti —uomini e donne, giovani e anziani, poveri e ricchi— a un profondo rinnovamento. Tutti possono comprenderlo e si sentono attratti da esso.

Anche oggi, la Chiesa è una comunione di persone diverse per origine, cultura, capacità e livello di responsabilità, ma tutte chiamate a riconoscersi come “uno” in Gesù Cristo: Egli è il tesoro nascosto, la perla preziosa, la rete che raccoglie chi è disperso. Fin dall’inizio, infatti, Gesù ha chiamato e riunito intorno a sé persone che, altrimenti, non si sarebbero mai conosciute. Così ha dimostrato proprio che Dio non fa distinzione di persone e che la sua scelta è una predilezione preferenziale per i piccoli e gli scartati.

Fratelli e sorelle, non ci resta che chiedere un dono, lo stesso che chiese il giovane re Salomone (cf. 1 R 3,5.7-12). È il dono di identificare la perla di grande valore, di saper riconoscere il tesoro per il quale vale la pena vendere tutto. Mentre l’industria del consumo ci altera il gusto, creando sempre nuovi bisogni per poi venderci risposte che non saziano e, a volte, avvelenano il cuore, dobbiamo imparare a cogliere ciò che davvero conta: il tesoro della relazione con Dio, che ci apre alla gioia e ci aiuta a vivere meglio le relazioni tra noi.

L’intercessione di Maria, Sede della Sapienza, orienti verso Gesù il nostro desiderio di vita, perché si realizzi in pienezza.

Dopo l’Angelus

Cari fratelli e sorelle:

Ieri, in Libano, è stato beatificato Elia Hoayek, Patriarca di Antiochia dei maroniti dal 1899 al 1931 e fondatore della Congregazione delle Suore Maronite della Sacra Famiglia. Guidò per oltre trent’anni la Chiesa maronita con grande dedizione e sensibilità pastorale. Uomo di dialogo e di speranza, fu un brillante punto di riferimento ecclesiale, sociale e politico, al punto da essere chiamato “Padre del Grande Libano”. Che la preghiera e l’intercessione del nuovo beato accompagnino sempre i fedeli maroniti in tutto il mondo e ottengano il dono della pace per tutto il popolo del Libano, che mi è tanto caro.

Seguo con inquietudine la persistenza e il riacutizzarsi della violenza in Terra Santa, di cui ultimamente sono state vittime anche molti civili, sia in Cisgiordania che a Gaza. Lancio un veemente appello affinché si riprenda la trattativa per una soluzione politica giusta, fondata sulla dignità e sui pari diritti di ogni persona; e affinché si respingano nuove azioni militari e decisioni unilaterali, in particolare quelle che violano il rispetto e lo statu quo dei luoghi sacri di tutte le religioni.

Rinnovo altresì il mio appello riguardo alla situazione in tutto il Medio Oriente, dove l’intensificazione delle operazioni militari ha riportato la violenza e la distruzione, mettendo di nuovo a grave rischio la vita di numerosi civili e aggravando la scarsità di acqua potabile e di elettricità. Dal profondo del cuore, esorto tutte le parti coinvolte a sospendere gli attacchi e a riaprire con urgenza gli spazi di dialogo e diplomazia, per raggiungere al più presto la pace, tanto desiderata da tutta la regione.

Continuiamo a pregare per tutti i popoli del mondo che soffrono a causa della guerra. Il Signore tocchi i cuori e illumini le menti dei responsabili, perché si raggiunga presto la riconciliazione e la pace.

Davanti ai devastanti incendi che in questi giorni hanno colpito diverse località di Francia e Spagna, esprimo la mia vicinanza e invito tutti a pregare per le persone colpite e per il lavoro delle squadre di soccorso.

Oggi si celebra la VI Giornata Mondiale dei Nonni e delle Persone Anziane, il cui tema si ispira alle parole del profeta Isaia: «Io non ti dimenticherò mai» (Is 49,15). Ringraziamo insieme il Signore per il dono che rappresentano gli anziani per la Chiesa e la società, e impegniamoci a rispettare e valorizzare il loro prezioso ruolo, nonché a garantire loro, sempre, l’attenzione e l’assistenza che meritano.

Saluto con affetto tutti coloro che sono qui presenti, sia i residenti che coloro che provengono da diverse parti d’Italia e del mondo!

Do un benvenuto speciale ai pellegrini dell’Opera della Chiesa e ai vescovi che li accompagnano; un benvenuto e un saluto particolare ai bambini della “Casa della Misericordia” di Chortkiv, in Ucraina, ospiti della parrocchia di San Michele Arcangelo di Nocera Superiore; agli adolescenti della parrocchia di Manerbio; ai partecipanti all’Incontro Internazionale dei Giovani organizzato in occasione del bicentenario della morte di santa Giovanna Antida Thouret; ai giovani pellegrini del movimento di studenti cattolici Önze-Lieve-Vrouw Ster-Der-Zee di Maldegem, in Belgio, nonché agli alunni della Scuola allievi carabinieri di Velletri, accompagnati dal cappellano e dai loro ufficiali.

Saluto i membri della Catholic Men Association of Cameroon.

Rivolgo un saluto speciale ai partecipanti alla “Festa della pesca” di Castelgandolfo, che sono venuti portando i loro frutti per essere benedetti.

Questo pomeriggio, a Roma, sulle rive del Tevere, si svolgerà la processione della Vergine “fiumarola”. Maria, Madre di Gesù, conceda a chi partecipa a questa bella tradizione, e a tutti noi, di vivere ogni giorno secondo gli insegnamenti del Vangelo.

Vi auguro di cuore, a tutti voi, una buona domenica!

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