Il Vaticano mantiene il silenzio mentre crescono i dubbi sul processo canonico a Rupnik

Il Vaticano mantiene il silenzio mentre crescono i dubbi sul processo canonico a Rupnik

Durante questi ultimi giorni i portali Messa in Latino e AdVaticanum hanno riferito che l’ex gesuita sloveno, Marko Ivan Rupnik, sarebbe stato assolto nel procedimento relativo alle accuse di violenza; successivamente, fonti vaticane citate da Il Messaggero affermano che il processo non si è concluso e sostengono che la causa è ancora in corso.

La Santa Sede non ha confermato nessuna delle due versioni. Il Dicastero per la Dottrina della Fede mantiene il massimo riserbo su un’indagine che esamina le denunce di abusi sessuali, spirituali e psicologici formulate da una trentina di donne contro Rupnik. La mancanza di informazioni ufficiali ha riacceso le critiche per la scarsa trasparenza con cui si sta gestendo uno dei casi più delicati degli ultimi anni.

La presunta assoluzione che nessuno ha confermato

Le prime informazioni sono state pubblicate da Messa in Latino, che ha affermato di averle confermate attraverso «fonti persistenti e altamente autorevoli» secondo cui il tribunale avrebbe assolto Rupnik. Poco dopo, AdVaticanum ha dichiarato di aver corroborato la notizia tramite i propri contatti in Vaticano.

Secondo entrambe le pubblicazioni, il tribunale composto da cinque giudici avrebbe concluso che non esisteva certezza sufficiente per provare l’elemento di violenza nei fatti esaminati. Secondo queste versioni, la decisione riguardava unicamente quell’aspetto specifico del procedimento e non comportava una completa esonerazione del sacerdote né la chiusura di tutte le denunce a suo carico.

Tuttavia, nessuna di queste informazioni è stata confermata ufficialmente dalla Santa Sede.

Fonti vaticane assicurano che il processo è ancora aperto

Secondo Il Messaggero, fonti qualificate del Vaticano negano categoricamente che il procedimento sia concluso e assicurano che il processo continua a svolgersi.

Nonostante ciò, il Dicastero per la Dottrina della Fede non ha emesso alcun comunicato che chiarisca lo stato del procedimento né ha risposto pubblicamente alle informazioni apparse su diversi media.

Il silenzio risulta particolarmente sorprendente perché nel novembre 2025 fu lo stesso Leone XIV ad annunciare che il processo canonico era stato finalmente avviato, che i giudici erano già stati nominati e invitò le vittime e l’opinione pubblica ad avere pazienza mentre la giustizia seguiva il suo corso.

Da allora non è stato fornito alcun aggiornamento ufficiale.

L’avvocata delle denuncianti chiede spiegazioni

La diffusione delle voci ha spinto Laura Sgrò, avvocata di cinque delle prime donne che hanno denunciato pubblicamente Rupnik, a rendere pubblica una nuova lettera indirizzata al prefetto del Dicastero per la Dottrina della Fede, il cardinale Víctor Manuel Fernández.

In essa spiega che, non avendo mai ricevuto alcuna comunicazione ufficiale sul procedimento, le sue assistite le hanno chiesto di richiedere nuovamente chiarimenti e di rendere pubblica tale richiesta.

«Da ieri circolano informazioni sull’assoluzione di don Marko Ivan Rupnik nel procedimento pendente presso il Dicastero per la Dottrina della Fede e sono numerose le richieste della stampa affinché confermiamo o smentiamo la notizia», scrive l’avvocata.

Sgrò denuncia di aver inviato ripetutamente richieste sia al cardinale Fernández sia a monsignor John Kennedy, responsabile della sezione disciplinare del Dicastero, senza aver ottenuto risposta.

«Credo —e non sono la sola a crederlo— che quanto sta accadendo rappresenti una nuova violenza nei confronti delle mie assistite, la cui ferita resta aperta», afferma.

Nella parte finale della lettera pone diverse domande che, a suo giudizio, restano senza risposta: se il processo sia realmente iniziato, in quale fase si trovi, chi siano i giudici e perché le vittime non siano ancora state chiamate a deporre.

«La Chiesa, come le vittime, ha bisogno di trasparenza, giustizia e verità», conclude.

Una causa riaperta dopo la sospensione della prescrizione

L’attuale procedimento è stato possibile dopo che Francesco decise, nell’ottobre 2023, di sospendere la prescrizione che impediva di giudicare le denunce trasmesse dalla Compagnia di Gesù sugli presunti abusi commessi da Rupnik nel corso di decenni.

Nell’ottobre 2025, il Dicastero per la Dottrina della Fede annunciò la costituzione di un tribunale formato da cinque giudici esterni al Dicastero stesso e estranei alla Curia romana, con l’obiettivo di rafforzare l’indipendenza del processo. Tuttavia, i loro nomi non sono mai stati resi pubblici né sono stati forniti da allora dettagli sullo svolgimento della causa.

Rupnik è stato successivamente espulso dalla Compagnia di Gesù per aver disobbedito alle restrizioni imposte dai suoi superiori e incardinato nella diocesi slovena di Capodistria.

Un caso ancora aperto

In assenza di una comunicazione ufficiale del Dicastero per la Dottrina della Fede, il vero stato del processo continua a essere sconosciuto. Le informazioni pubblicate negli ultimi giorni hanno nuovamente messo in luce la mancanza di trasparenza che circonda una causa il cui esito resta incerto.

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