Vangelo del giorno 17 luglio 2026 – Matteo 12, 1-8

Prima Lettura

Lettura del libro di Isaia

Isaia 38, 1-6. 21-22. 7-8

In quel tempo, il re Ezechia si ammalò gravemente e il profeta Isaia, figlio di Amoz, andò a trovarlo e gli disse: «Così dice il Signore: ‘Metti in ordine i tuoi affari, perché non guarirai e morirai’ «.

Ezechia voltò il volto verso il muro, pregò il Signore e disse: «Ricordati, Signore, che ti ho servito con fedeltà e rettitudine di cuore e che ho sempre fatto ciò che ti è gradito». E pianse con abbondanti lacrime.

Allora il Signore parlò a Isaia e gli disse: «Va’ a dire a Ezechia: ‘Così dice il Signore, Dio di tuo padre Davide: Ho ascoltato la tua preghiera e ho visto le tue lacrime. Ti guarirò e fra tre giorni potrai andare al tempio del Signore. Ti concederò altri quindici anni di vita. Ti libererò dalla mano del re d’Assiria, a te e alla tua città, e proteggerò Gerusalemme’ «.

Allora Isaia disse: «Portate un impiastro di fichi e applicatelo sulla piaga perché guarisca». Ed Ezechia disse: «Qual è il segno che potrò andare al tempio del Signore?» Rispose Isaia: «Questo sarà per te il segno che il Signore compirà le cose che ti ha detto: farò retrocedere l’ombra di dieci gradini che ha avanzato sull’orologio solare di Acaz». E il sole retrocedette i dieci gradini che aveva avanzato.



Vangelo

Lettura del santo Vangelo secondo Matteo

Matteo 12, 1-8

Un sabato, Gesù passava tra i campi di grano. I discepoli, che erano con lui, avevano fame e cominciarono a strappare spighe e a mangiare i chicchi. Vedendolo i farisei gli dissero: «I tuoi discepoli stanno facendo ciò che non è lecito fare di sabato».

Egli rispose loro: «Non avete letto ciò che fece Davide quando ebbe fame lui e i suoi compagni? Non ricordate come entrò nella casa di Dio e mangiarono i pani dell’offerta, che non era lecito mangiare né a lui né ai suoi compagni, ma solo ai sacerdoti?

Non avete letto nella Legge che i sacerdoti violano il sabato perché officiano nel tempio e non per questo commettono peccato? Ora io vi dico che qui c’è uno più grande del tempio.

Se aveste compreso il senso delle parole: Misericordia voglio e non sacrifici, non avreste condannato persone senza colpa. Del resto, il Figlio dell’uomo è padrone anche del sabato».

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