Il frate domenicano Martín Alexis González comparirà il prossimo mese di novembre sul banco degli imputati dopo che la Procura ha chiesto per lui cinque anni di carcere per l’appropriazione indebita presunta di 263.877 euro appartenenti a cinque religiosi anziani con demenza o grave deterioramento cognitivo residenti nell’infermeria domenicana de El Vedat, a Torrent (Valencia). Secondo il Ministero Pubblico, il religioso, insieme a un altro imputato, avrebbe approfittato della vulnerabilità dei frati per disporre dei fondi dei loro conti bancari e trasferire parte del denaro su conti personali e all’estero.
A questo procedimento si aggiunge ora una nuova informazione pubblicata da El País, secondo la quale il denunciante che ha dato origine all’indagine assicura di aver informato delle presunte irregolarità i responsabili dell’Ordine dei Predicatori prima che il caso arrivasse in tribunale, tra cui l’allora priore provinciale dei domenicani in Spagna e attuale presidente della Conferenza Spagnola dei Religiosi (CONFER), frate Jesús Díaz Sariego. L’ordine sostiene di aver collaborato pienamente con la giustizia e ricorda la presunzione di innocenza degli imputati.
La Procura accusa il frate di essersi appropriato di oltre 260.000 euro
Secondo il capo d’accusa, i fatti indagati si sarebbero verificati tra il 2021 e il 2024. La Procura sostiene che Martín Alexis González, all’epoca responsabile della residenza, otteneva che alcuni religiosi con importanti limitazioni cognitive firmassero autorizzazioni per operare sui loro conti bancari personali.
A partire da queste autorizzazioni, sarebbero stati effettuati numerosi prelievi e bonifici. Parte dei fondi sarebbe stata inviata su conti situati in Argentina e Colombia, mentre altre somme sono state accreditate su conti collegati agli imputati. Il Ministero Pubblico ritiene che entrambi abbiano agito di comune accordo e chiede per entrambi una pena di cinque anni di reclusione.
Il denunciante sostiene di aver avvisato i responsabili dell’ordine
L’ex collaboratore della residenza che ha presentato la denuncia alla Guardia Civil nel 2023 afferma di aver comunicato le presunte irregolarità ai responsabili dell’Ordine dei Predicatori prima che l’indagine giudiziaria diventasse pubblica.
Secondo la sua testimonianza, ha riferito la situazione all’allora priore del convento de El Vedat, frate Juan Mengual, e successivamente all’allora priore provinciale dei domenicani in Spagna, frate Jesús Díaz Sariego, oggi presidente della CONFER. Il denunciante sostiene inoltre che durante un incontro con il priore del convento gli è stato chiesto di ritirare la denuncia.
L’Ordine dei Predicatori rimanda al suo comunicato
Di fronte a queste informazioni, l’Ordine dei Predicatori mantiene la posizione espressa nel comunicato diffuso nell’ottobre 2025, in cui afferma di aver collaborato pienamente con il tribunale fornendo tutta la documentazione richiesta durante l’indagine.
Inoltre, l’ordine ricorda che non tollera comportamenti irregolari e sottolinea che gli imputati godono della presunzione di innocenza. Spiega anche che, a causa del voto di povertà proprio della vita domenicana, i beni dei frati non sono di titolarità individuale, ma fanno parte del patrimonio comune della Provincia.
Un religioso con un’ampia esperienza pastorale
Prima del suo incarico a Valencia, Martín Alexis González ha svolto gran parte del suo ministero in Andalusia. Per diversi anni ha curato il Santuario della Virgen del Mar, ad Almería, dove è stato una figura nota tra i fedeli e ha pronunciato il bando della Settimana Santa del 2003. Successivamente è stato destinato a Jerez de la Frontera, dove ha esercitato come cappellano della Confraternita del Rocío e cappellano del Colegio Compañía de María.
La sua permanenza a Jerez si è conclusa nel 2010 dopo aver chiesto una dispensa temporanea dall’Ordine dei Predicatori in mezzo a varie controversie. Nel 2013 è stato esonerato dal Vaticano dalle accuse che avevano motivato il suo allontanamento temporaneo e, anni dopo, è stato destinato alla residenza de El Vedat, dove si collocano i fatti che ora saranno giudicati.