La Fraternità San Vincenzo Ferrer (FSVF), istituto religioso francese che celebra la liturgia tradizionale in piena comunione con la Santa Sede, ha pubblicato un comunicato dopo le consacrazioni episcopali effettuate dalla Fraternità Sacerdotale San Pio X (FSSPX) il 1° luglio.
Nel testo, la comunità esprime il suo «profondo rammarico» per consacrazioni compiute «contro la volontà del Sommo Pontefice», rifiuta che un presunto «stato di necessità» possa giustificare tale atto e chiede a Leone XIV un intervento più deciso contro gli errori dottrinali che, a suo giudizio, attualmente affliggono la Chiesa.
Il comunicato ribadisce inoltre la volontà della Fraternità San Vincenzo Ferrer di rimanere fedele sia alla tradizione liturgica sia alla comunione visibile con il Romano Pontefice, chiedendo al contempo alla Santa Sede una particolare attenzione verso i fedeli legati alle forme liturgiche tradizionali.
Di seguito riproduciamo integralmente il comunicato diffuso dalla Fraternità San Vincenzo Ferrer il 2 luglio 2026:
1. La Fraternità San Vincenzo Ferrer (FSVF) prende atto delle consacrazioni episcopali conferite all’interno della Fraternità Sacerdotale San Pio X (FSSPX) il 1° luglio 2026, contro la volontà del Sommo Pontefice. Deplora profondamente questo atto, che lacera la tunica inconsutile di Cristo. La FSSPX invoca uno «stato di necessità». Ma nessuno stato di necessità potrà mai permettere di agire contro ciò che appartiene alla costituzione divina della Chiesa.
2. Il comunicato del 12 febbraio 2026 del Dicastero per la Dottrina della Fede (DDF) ricorda l’esistenza dei «diversi gradi di adesione richiesti dai vari testi del Vaticano II». Questa dottrina tradizionale permette ai cattolici di assumere una giusta posizione di adesione al Magistero, criticando nel contempo rispettosamente le carenze di alcuni testi.
3. Inoltre, la FSVF constata, insieme a numerosi chierici e laici, l’esistenza di correnti interne alla Chiesa che, «non sopportando più la sana dottrina» (2 Tm 4,3), mettono in dubbio le grandi verità dogmatiche e morali attraverso un processo di autosecolarizzazione. Supplica il Santo Padre di condannare questi errori e, per la protezione del popolo cristiano, di disapprovare i sacerdoti o i vescovi che li favoriscono, e di incoraggiare tutti coloro che si oppongono a essi.
4. La FSVF intende, in questo contesto drammatico, continuare con umiltà e carità la propria missione, senza compromessi con l’errore, nella fedeltà intatta alle discipline liturgiche e alle pedagogie tradizionali, nella comunione visibile con l’unica Chiesa di Cristo e la sua gerarchia legittima.
5. Con viva consapevolezza delle tensioni e dei laceramenti che andranno a colpire le coscienze e le famiglie, la FSVF incoraggia i fedeli, inquieti o disorientati, a mantenere e coltivare, con la forza che danno la fede e i doni dello Spirito Santo, questa duplice fedeltà, nella quale si trova una via coerente e feconda. Chiede, con rispetto e insistenza, alla Santa Sede di manifestare la sua sollecitudine paterna verso «tutti quei fedeli cattolici che si sentono legati ad alcune forme liturgiche e disciplinari anteriori della tradizione latina» (motu proprio Ecclesia Dei, n. 5c).
2 luglio 2026, festa della Visitazione di Nostra Signora.