Leone XIV al Patriarcato Ecumenico: «Il Credo di Nicea deve essere la base del cammino verso la piena unità»

Leone XIV al Patriarcato Ecumenico: «Il Credo di Nicea deve essere la base del cammino verso la piena unità»

Il Papa Leone XIV ha ricevuto martedì in udienza la delegazione del Patriarcato Ecumenico di Costantinopoli, giunta a Roma in occasione della solennità dei santi Pietro e Paolo, e ha colto l’incontro per rinnovare l’impegno della Chiesa cattolica verso il cammino verso la piena unità dei cristiani.

Nel dare il benvenuto ai rappresentanti del Patriarcato, il Santo Padre ha espresso gratitudine per la presenza della delegazione e per l’impegno costante del patriarca Bartolomeo e della Chiesa di Costantinopoli a favore del dialogo ecumenico.

«Vi rinnovo di tutto cuore la mia gratitudine per questa visita, così come per il vostro impegno personale e quello del Patriarcato Ecumenico per la santa causa dell’unità dei cristiani», ha affermato Leone XIV.

La delegazione era guidata dal metropolita Emanuele di Calcedonia, presidente della Commissione Sinodale del Patriarcato Ecumenico per le relazioni con la Chiesa cattolica, accompagnato dal padre Aetios e dal diacono patriarcale Anatolios. La sua visita a Roma, svoltasi tra il 27 giugno e il 1° luglio, fa parte dello scambio tradizionale di delegazioni tra la Santa Sede e il Patriarcato Ecumenico in occasione delle feste dei santi patroni di entrambe le Chiese.

Il ricordo di Nicea e lo sguardo rivolto al 2033

Nel suo discorso, il Papa ha ricordato con gratitudine la sua partecipazione, lo scorso novembre, alla celebrazione della festa di sant’Andrea nella chiesa patriarcale di San Giorgio, al Fanar, dove ha potuto incontrarsi con il patriarca ecumenico Bartolomeo e condividere con lui il desiderio di continuare ad avanzare verso la piena comunione tra i cristiani.

Leone XIV ha inoltre evocato la recente commemorazione del 1.700° anniversario del Concilio di Nicea, celebrata a İznik su invito del Patriarca Bartolomeo, e ha sottolineato che il Credo niceno continua a essere «la base e il criterio di riferimento» del cammino ecumenico.

«Alla luce di quell’evento commemorativo, è risultato evidente che il Credo di Nicea deve essere la base e il criterio di riferimento di questo processo, proponendo il modello di una vera unità nella legittima diversità», ha affermato il Pontefice.

Il Papa ha espresso inoltre il desiderio che il cammino verso la celebrazione del secondo millennio della Redenzione, nell’anno 2033, possa essere percorso insieme da tutte le confessioni cristiane, riscoprendo la comune chiamata a essere testimoni del Risorto.

Una testimonianza comune di fronte alle sfide del mondo

Leone XIV ha sottolineato anche che, in un contesto internazionale segnato dalle guerre, dalla polarizzazione e dalle divisioni culturali e sociali, i cristiani sono chiamati a offrire una testimonianza credibile di pace e di speranza.

In tal senso, ha indicato che la collaborazione tra le diverse Chiese risulta oggi particolarmente necessaria per affrontare sfide comuni come la pace, l’uso etico delle nuove tecnologie, la cura del creato e la difesa della dignità di ogni persona umana, soprattutto dei più deboli.

Un dialogo che continua

L’udienza ha concluso la visita ufficiale della delegazione del Patriarcato Ecumenico a Roma. Durante il suo soggiorno, i rappresentanti ortodossi hanno partecipato alla solenne Eucaristia presieduta da Leone XIV lo scorso 29 giugno in occasione della solennità dei santi Pietro e Paolo e hanno poi tenuto colloqui con il Dicastero per la Promozione dell’Unità dei Cristiani, proseguendo così un dialogo istituzionale che si mantiene da decenni tra la Santa Sede e il Patriarcato Ecumenico di Costantinopoli.

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