Vangelo del giorno 27 giugno 2026 – Matteo 8, 5-17

Prima Lettura

Lettura del libro delle Lamentazioni

Lamentazioni 2, 2. 10-14. 18-19

Il Signore ha distrutto senza pietà
tutte le dimore di Giacobbe;
nella sua ira ha distrutto
le fortezze di Giuda;
ha gettato a terra e disonorato
il re e i suoi principi.

A terra siedono in silenzio,
gli anziani di Sion;
si sono cosparsi il capo di cenere
e si sono rivestiti di sacco.
Chinano il capo fino a terra
le fanciulle di Gerusalemme.

I miei occhi si consumano dal tanto piangere
e il dolore mi brucia le viscere;
il fiele mi amareggia la bocca
per la sciagura del mio popolo,
nel vedere che i bambini e i lattanti vengono meno
nelle piazze della città.

I bambini chiedono alle loro madri:
“Dov’è il pane?”
E cadono privi di forze, come feriti,
nelle piazze della città,
ed esalano l’ultimo respiro tra le braccia delle loro madri.

Con chi potrò paragonarti, Gerusalemme?
Con chi potrò assomigliarti?
O quali parole potrò dirti per consolarti,
vergine, figlia di Sion?
Immensa come il mare è la tua sventura.
Chi potrà guarirti?

I tuoi profeti ti hanno ingannato
con visioni false e insensate.
Non ti hanno fatto vedere i tuoi peccati
per evitarti così la deportazione,
e ti hanno annunciato solo falsità e illusioni.

Grida, dunque, al Signore con tutta l’anima;
gemi, Gerusalemme;
lascia scorrere a torrenti le tue lacrime
di giorno e di notte;
non concederti riposo;
che non cessino di piangere le pupille dei tuoi occhi.

Alzati e grida al Signore
durante tutta la notte;
versa come acqua il tuo cuore
alla presenza di Dio;
alza le tue mani verso di lui
e prega per la vita dei tuoi piccoli.



Vangelo

Lettura del santo Vangelo secondo Matteo

Matteo 8, 5-17

In quel tempo, entrando Gesù a Cafarnao, gli si avvicinò un centurione e gli disse: “Signore, ho in casa un servo paralizzato che soffre molto”. Gesù gli rispose: “Verrò a guarirlo”.

Ma il centurione replicò: “Signore, io non sono degno che tu entri sotto il mio tetto; di’ soltanto una parola e il mio servo sarà guarito. Perché anch’io sono un uomo sottoposto all’autorità e ho soldati sotto di me; dico a uno: ‘Va’!’, ed egli va; a un altro: ‘Vieni!’, ed egli viene; al mio servo: ‘Fa’ questo!’, ed egli lo fa”.

All’udire queste parole, Gesù si meravigliò e disse a quelli che lo seguivano: “In verità vi dico, in Israele non ho trovato una fede così grande. Vi dico che molti verranno dall’oriente e dall’occidente e siederanno a mensa con Abramo, Isacco e Giacobbe nel regno dei cieli. Invece i figli del regno saranno cacciati fuori, nelle tenebre. Là ci sarà pianto e stridore di denti”.

Disse poi al centurione: “Va’, e ti sia fatto secondo la tua fede”. E in quell’istante il servo fu guarito.

Entrato Gesù in casa di Pietro, vide la suocera di lui a letto con la febbre. Le toccò la mano e la febbre scomparve. Ella si alzò e si mise a servirlo.

Venuta la sera, gli condussero molti indemoniati. Egli scacciò gli spiriti con la sua parola e guarì tutti i malati, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta Isaia: Egli ha preso le nostre infermità e si è caricato delle nostre malattie.

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