Vangelo del giorno 25 giugno 2026 – Matteo 7, 21-29

Prima Lettura

Lettura del secondo libro dei Re

2 Re 24, 8-17

Ioachin aveva diciotto anni quando salì al trono e regnò tre mesi a Gerusalemme. Sua madre si chiamava Neusta, figlia di Elnatàn, di Gerusalemme. Ioachin fece ciò che è male agli occhi del Signore, come aveva fatto suo padre.

In quel tempo, l’esercito di Nabucodònosor, re di Babilonia, salì contro Gerusalemme e la assediò. Nabucodònosor, re di Babilonia, arrivò alla città mentre i suoi uomini la assediavano. Allora Ioachin, re di Giuda, insieme a sua madre, ai suoi servi, ai suoi capi e ai suoi funzionari, si arrese al re di Babilonia, che li fece prigionieri. Era l’ottavo anno del regno di Nabucodònosor.

Nabucodònosor portò via da Gerusalemme tutti i tesori del tempio del Signore e quelli del palazzo reale. Spezzò tutti gli oggetti d’oro che Salomone, re d’Israele, aveva fatto per il tempio, secondo l’ordine del Signore.

Nabucodònosor deportò a Babilonia tutta Gerusalemme: tutti i capi e gli uomini di valore, tutti i falegnami e i fabbri, in numero di diecimila; non lasciò che la gente povera del paese. Deportò a Babilonia anche il re Ioachin, sua madre, le sue mogli, i funzionari di palazzo e tutti gli uomini influenti, tutti i soldati, in numero di settemila, i falegnami e i fabbri, in numero di mille; tutti gli uomini atti alla guerra furono deportati a Babilonia.

Al posto di Ioachin, Nabucodònosor nominò re uno zio di Ioachin, Mattania, al quale impose il nome di Sedecìa.



Vangelo

Lettura del santo Vangelo secondo Matteo

Matteo 7, 21-29

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Non chiunque mi dice: «Signore, Signore!», entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli. Molti mi diranno in quel giorno: «Signore, Signore, non abbiamo forse profetato nel tuo nome? E non abbiamo forse scacciato demoni nel tuo nome? E non abbiamo forse compiuto molti miracoli nel tuo nome?». Allora io dichiarerò loro: «Non vi ho mai conosciuti. Allontanatevi da me, voi che operate l’iniquità».

Perciò chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica, è simile a un uomo saggio, che ha costruito la sua casa sulla roccia. Cadde la pioggia, vennero le inondazioni, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ma essa non cadde, perché era fondata sulla roccia.

Chiunque ascolta queste mie parole e non le mette in pratica, è simile a un uomo stolto, che ha costruito la sua casa sulla sabbia. Cadde la pioggia, vennero le inondazioni, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ed essa cadde e la sua rovina fu grande».

Quando Gesù ebbe terminato questi discorsi, le folle erano stupite del suo insegnamento: egli infatti insegnava loro come uno che ha autorità, e non come i loro scribi.

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