Il vescovo castrense dell’Argentina, mons. Santiago Olivera, ha consacrato al Sacro Cuore di Gesù le autorità del Paese durante una Messa celebrata nella cappella Cristo Re della Casa di Governo. La celebrazione si è svolta venerdì 12 giugno, solennità del Sacro Cuore, ed è stata l’occasione per elevare una preghiera per il popolo argentino.
Secondo quanto riferito dal Vescovado Castrense dell’Argentina, l’Eucaristia è stata concelebrata dal vicario generale del Vescovado Castrense, mons. Gustavo Acuña, e dal cappellano della Casa Rosada, padre Bernardo Conte Grand.
Una Messa nella Casa di Governo
La celebrazione si è svolta nella cappella Cristo Re, situata nella Casa Rosada, sede del Governo argentino. Tra i presenti vi erano autorità della Casa Militare, militari e personale che svolge le proprie funzioni nella Casa di Governo.
Durante l’omelia, mons. Olivera ha riflettuto sul Vangelo in cui Cristo chiama coloro che sono «afflitti e oppressi», presentandolo come un invito a rimanere nel suo amore.
«Cristo Gesù, in Te la Patria spera»
Il vescovo castrense ha definito il cuore come «il centro di tutti gli affetti» e ha sottolineato che il Cuore di Gesù invita i fedeli a rimanere in Lui.
Nel compiere la consacrazione, mons. Olivera ha pronunciato l’invocazione: «Cristo Gesù, in Te la Patria spera», affidando al Sacro Cuore di Gesù le autorità e il popolo argentino.
L’Argentina fu già consacrata al Sacro Cuore nel 1945
La consacrazione compiuta da mons. Olivera richiama uno degli eventi religiosi più rilevanti della storia argentina del XX secolo. Il 28 ottobre 1945 la nazione fu consacrata ufficialmente al Sacro Cuore di Gesù durante le celebrazioni del centenario dell’Apostolato della Preghiera.
L’atto ricevette il sostegno di Pio XII, che rivolse un radiomessaggio ai fedeli argentini riuniti a Buenos Aires. Il Pontefice descrisse la giornata come un evento storico e affermò che «la Repubblica Argentina, la grande nazione americana, il Paese dei solenni trionfi eucaristici è ormai e per sempre consacrato al Cuore Deifico».
La cerimonia si tenne nella solennità di Cristo Re e concluse diverse settimane di celebrazioni religiose. Nei giorni precedenti erano stati consacrati al Sacro Cuore i bambini e le famiglie argentine, culminando infine con la consacrazione dell’intera nazione.
Nel suo messaggio, Pio XII spiegò che una nazione consacrata al Cuore di Gesù è un popolo che cerca di far regnare Cristo, la sua legge e il suo amore nella vita pubblica e privata. Il Papa invocò allora per l’Argentina la pace, l’unità e la fedeltà alla fede cattolica.
Due anni più tardi, nel 1947, il Paese fu consacrato anche al Cuore Immacolato di Maria durante il Primo Congresso Mariano Nazionale celebrato a Luján.