Più di 60 donne provenienti da Andalusia, Canarie, Estremadura e Murcia parteciperanno questo fine settimana a Malaga al II Incontro de La Revuelta de Mujeres en la Iglesia, la rete femminista che reclama una trasformazione delle strutture ecclesiali e che recentemente ha indirizzato una lettera aperta a papa Leone XIV mettendo in discussione aspetti fondamentali della costituzione ecclesiale, tra cui l’impossibilità di conferire il sacerdozio alle donne.
Secondo quanto informa la stessa Diocesi di Malaga, l’incontro si terrà il 6 e il 7 giugno — date in cui il Papa arriva in Spagna — nella Casa Diocesana de Málaga sotto il motto «Discepole del Vangelo, artigiane del rinnovamento».

L’incontro gode del sostegno della diocesi
L’incontro non si celebrerà in strutture private né in spazi estranei alla Chiesa, bensì nella stessa Casa Diocesana di Malaga. Inoltre, l’iniziativa è stata promossa attraverso i canali ufficiali della diocesi, che ha diffuso il programma, gli obiettivi dell’incontro e le rivendicazioni dell’organizzazione sul suo sito istituzionale.
Il coinvolgimento della diocesi risulta particolarmente sorprendente, considerando le controversie che hanno accompagnato La Revuelta fin dalla sua nascita e le critiche per le sue posizioni ispirate al femminismo all’interno della Chiesa.
Secondo le informazioni diffuse dall’istituzione, le partecipanti condivideranno spazi di riflessione, formazione, dialogo e lavoro comune con l’obiettivo di continuare a promuovere una Chiesa che definiscono «più sinodale, inclusiva e partecipativa».
L’organizzazione presenta l’incontro come un’opportunità per approfondire le sfide che affrontano le donne all’interno della Chiesa ed elaborare proposte orientate a una maggiore partecipazione femminile nelle strutture ecclesiali.
Una lettera indirizzata a papa Leone XIV
La celebrazione dell’incontro arriva pochi giorni dopo che il collettivo ha reso pubblica una lettera aperta indirizzata a Leone XIV e diffusa attraverso Religión Digital.
Nel documento, le firmatarie affermano di sentirsi «invisibili, messe da parte, separate e discriminate» all’interno della Chiesa e sostengono che l’impossibilità di accedere al sacramento dell’Ordine costituisca una situazione di disuguaglianza incompatibile con la dignità battesimale.
Le componenti del collettivo assicurano che gli uomini possono partecipare «pienamente» ai sette sacramenti mentre le donne hanno «vietato» il sacerdozio per il solo fatto di essere donne.
La lettera utilizza inoltre espressioni estranee al linguaggio abituale della tradizione cattolica, come la denominazione «Dixs» per riferirsi a Dio o la descrizione di Dio come «Padre-Madre». Il testo conclude reclamando cambiamenti nella Chiesa e ribadendo uno dei motti storici del movimento: «Finché l’uguaglianza non diventi consuetudine nella Chiesa».
Un movimento segnato dal femminismo ideologico
La Revuelta è nata in Spagna nel 2020 e da allora ha articolato una rete di gruppi che interpretano la realtà ecclesiale attraverso categorie provenienti dal femminismo contemporaneo.
Le sue rivendicazioni ruotano attorno a concetti come «uguaglianza battesimale», «sororità», «inclusione» o «trasformazione strutturale», contestando al contempo aspetti della dottrina e dell’organizzazione della Chiesa legati al sacerdozio, all’autorità e alla partecipazione delle donne.
Il movimento sostiene che la Chiesa mantenga strutture discriminatorie nei confronti della donna e difende una profonda riforma istituzionale per correggere tale situazione.
Sei anni dopo la sua nascita, La Revuelta continua ad espandere la sua presenza in diversi ambiti ecclesiali spagnoli. La celebrazione di questo secondo incontro a Malaga e la sua accoglienza in strutture diocesane evidenziano anche la crescente normalizzazione di un movimento ideologico all’interno della Chiesa in Spagna.