Aguiar restituisce al rettore della Basilica di Guadalupe indagato canonicamente da ottobre senza rendere pubblici i risultati dell'audit né del processo ecclesiastico

Aguiar restituisce al rettore della Basilica di Guadalupe indagato canonicamente da ottobre senza rendere pubblici i risultati dell'audit né del processo ecclesiastico

Il cardinale Carlos Aguiar Retes, arcivescovo primate del Messico, ha comunicato al capitolo della Insigne e Nazionale Basilica di Guadalupe la reintegrazione di monsignor Efraín Hernández Díaz come rettore del santuario e vicario episcopale della prima zona pastorale dell’arcidiocesi. La decisione, trasmessa verbalmente in una riunione interna senza successivo comunicato pubblico, restituisce a Hernández Díaz le funzioni dalle quali era stato rimosso con il decreto 817/2025, firmato dallo stesso Aguiar il 20 settembre dell’anno scorso.

La formula usata dal cardinale davanti ai canonici, secondo la registrazione a cui ha avuto accesso InfoVaticana, è volutamente stringata: «essendo conclusi questi processi dell’audit condotto dalla società Deloitte e dal tribunale ecclesiastico della nostra arcidiocesi, e non essendoci alcuna causa che lo impedisca, monsignor Efraín Hernández Díaz riprenderà da oggi la sua funzione di rettore». Aguiar non afferma che Hernández Díaz sia stato esonerato, né precisa le conclusioni dell’audit esterno, né chiarisce l’esito formale dell’indagine canonica preliminare IP 17/2025, aperta il 3 ottobre 2025 dal vicario giudiziario, il vescovo ausiliare Andrés Luis García Jasso. La formula si limita a constatare che non esiste un impedimento formale al ritorno all’incarico.

L’indagine canonica è stata avviata dopo una denuncia senza precedenti presentata nel settembre 2025 dallo stesso capitolo guadalupano, che ha inviato ad Aguiar una lettera formale esponendo ciò che i suoi membri ritenevano possibili violazioni del diritto canonico nella gestione pastorale e amministrativa della Basilica. Il procedimento ha incluso interrogatori ai canonici. Hernández Díaz, oltre che rettore, era stato economo dell’arcidiocesi di Città del Messico tra novembre 2018 e novembre 2023, periodo in cui ha gestito le risorse del santuario mariano più visitato al mondo, con un afflusso annuale stimato in dodici milioni di pellegrini. Alle irregolarità amministrative segnalate dal capitolo si sono aggiunte, nella copertura mediatica messicana degli ultimi mesi, accuse pubblicate sulla donazione di due veicoli di alta gamma allo stesso Aguiar Retes, senza che nessuna delle due parti abbia risposto pubblicamente al riguardo.

Nella stessa riunione, Aguiar ha informato i canonici che la decisione è stata comunicata a papa Leone XIV e, tramite il nunzio apostolico Joseph Spiteri, alle autorità competenti della Curia romana. «Gli ho raccontato al papa Leone, quando gli ho parlato un po’ dei conflitti che c’erano qui», ha affermato il cardinale, indicando il pontefice come destinatario informato dell’operazione. Né la Santa Sede né la nunziatura in Messico hanno rilasciato dichiarazioni pubbliche sul caso.

L’intervento del cardinale ha incluso, inoltre, un riconoscimento implicito della situazione strutturale dell’arcidiocesi: difficoltà economiche che obbligheranno a fondere rettorie finora affidate a sacerdoti diversi, calo costante delle vocazioni e impossibilità di completare con clero diocesano le diciotto sedi del capitolo guadalupano, il che ha spinto Aguiar ad aprire il corpo capitolare a presbiteri di altre diocesi. Il cambio dello stesso arcivescovo primate, che ha già raggiunto l’età canonica per la presentazione delle dimissioni, è considerato imminente negli ambienti ecclesiastici messicani.

La reintegrazione di Hernández Díaz avviene, quindi, nel tratto finale del pontificato messicano di Aguiar Retes e a pochi mesi dalla festa guadalupana del 2025, durante la quale il rettore è rimasto assente e la celebrazione eucaristica è stata presieduta dal vicerettore Gerardo Pérez Gómez. Né il decreto che pone fine all’indagine preliminare IP 17/2025 né il rapporto di audit elaborato da Deloitte sono stati resi pubblici dall’arcidiocesi primate del Messico.

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