Pedro Sánchez è comparso questo mercoledì davanti alla stampa dopo il suo incontro con Papa Leone XIV in Vaticano, proiettando un’immagine di profonda sintonia tra il Governo spagnolo e il Pontefice. Tuttavia, la conferenza stampa si è rapidamente spostata su un altro tema: la crescente pressione giudiziaria e politica sul PSOE, le indagini che riguardano l’ambiente socialista e la difesa ferma che il presidente ha nuovamente espresso nei confronti di José Luis Rodríguez Zapatero.
“Credo che la sua voce sia una bussola morale”, ha affermato Sánchez riferendosi a Papa Leone XIV, elogiandolo per “essere sempre dalla parte dei più deboli” e per promuovere “l’empatia contro l’irrazionalità e la legge della giungla”.
Durante il suo intervento, il presidente ha insistito ripetutamente sulla “sintonia” esistente tra l’Esecutivo e la Santa Sede su temi come l’immigrazione, l’intelligenza artificiale, il multilateralismo o la politica internazionale.
Pace, povertà e intelligenza artificiale: gli assi dell’incontro con il Papa
Il leader socialista ha descritto l’incontro con il Pontefice, durato circa 45 minuti, come una conversazione “molto preziosa” tenuta “con una certa sintonia”, articolata attorno a cinque grandi temi: la pace, la povertà, l’intelligenza artificiale, la migrazione e le relazioni tra il Governo e la Chiesa.
Sul tema della guerra e della politica internazionale, Sánchez ha assicurato di aver condiviso con Leone XIV una difesa comune della pace “attraverso il dialogo, la diplomazia e la parola”. “La pace non si costruisce con i missili, ma con il dialogo e il rispetto della legalità internazionale”, ha affermato il presidente.
In ambito sociale, ha sottolineato anche la coincidenza con il Papa su questioni come la povertà e la lotta contro la fame. “Oggi il mondo spende di più in armi e meno per combattere la fame”, ha lamentato Sánchez, rivendicando l’aumento dell’aiuto ufficiale allo sviluppo da parte della Spagna.
Uno degli ambiti in cui il presidente ha voluto sottolineare una maggiore affinità con Leone XIV è stato quello relativo all’intelligenza artificiale. Sánchez ha dichiarato di aver personalmente congratulato il Pontefice per aver dedicato la sua prima enciclica alla “dignità umana nell’era dell’intelligenza artificiale”, aggiungendo che “nessuna tecnologia è neutrale” e difendendo un’IA “umanista” regolata dal multilateralismo internazionale.
L’immigrazione, uno dei punti di maggiore coincidenza
La questione migratoria ha occupato anch’essa un posto di rilievo nella conferenza stampa. “È un tema su cui la Chiesa Cattolica e il Governo di Spagna hanno una sintonia piuttosto elevata”, ha affermato Sánchez, difendendo un’immigrazione “ordinata” e collegandola alla “prosperità condivisa”.
Il presidente ha aggiunto inoltre che Leone XIV ha “uno sguardo sul fenomeno della migrazione molto diverso” rispetto a quello sostenuto da chi invoca le cosiddette “priorità nazionali”.
Sánchez ha inoltre approfittato della conferenza stampa per rivendicare davanti al cardinale Pietro Parolin gli accordi raggiunti negli ultimi anni tra il Governo e la Chiesa, citando espressamente il sistema di risarcimento delle vittime di abusi e la risignificazione della Valle de Cuelgamuros come esempi di “dialogo fruttuoso”.
Sánchez mantiene il suo pieno sostegno a Zapatero
Interrogato direttamente sui rapporti giudiziari e sulle informazioni apparse negli ultimi giorni sull’ex presidente socialista, Sánchez ha risposto senza mezze misure: “Tutto il mio sostegno al presidente Zapatero”.
Il capo dell’Esecutivo ha assicurato di aver letto il fascicolo e ha affermato di non trovare “motivi sufficienti” per cambiare la sua posizione.
Successivamente, ha ribadito la stessa idea affermando di non vedere “elementi” che giustificassero una modifica della posizione né del Governo né del PSOE nei confronti di Zapatero.
Le dichiarazioni arrivano in un contesto particolarmente delicato per il socialismo spagnolo, segnato da indagini giudiziarie, azioni dell’UCO e nuove rivelazioni su persone legate all’ambiente del partito.
Il presidente minimizza l’impatto politico delle indagini
Nel corso della conferenza stampa, Sánchez ha cercato di minimizzare l’impatto politico delle indagini aperte e ha difeso in diverse occasioni la stabilità del suo Governo contro chi chiede elezioni anticipate.
Il presidente ha insistito nel distinguere tra un “registro” e un “ordine” giudiziario nella sede socialista, sottolineando che il PSOE mantiene una “totale e assoluta collaborazione con la giustizia”.
Ha inoltre assicurato che molte delle informazioni emerse rispondono a “voci”, “bufale” o “fake news”.
Allo stesso tempo, Sánchez ha difeso che nessuna di queste indagini “mette in discussione in alcun modo” l’azione del Governo né i risultati economici e sociali raggiunti negli ultimi anni.
In diversi momenti della conferenza stampa, il presidente ha contrapposto le indagini giudiziarie alla crescita economica, alla stabilità politica e alla gestione dei fondi europei, presentando la continuità della legislatura come una necessità per la Spagna.
Il Papa, integrato nel racconto politico del Governo
La conferenza stampa ha inoltre lasciato un’immagine significativa: la figura di Papa Leone XIV che appare costantemente integrata nel discorso politico e programmatico del Governo.
Sánchez ha collegato la prima enciclica del Pontefice sull’intelligenza artificiale con le politiche promosse dalla Spagna e dall’Unione Europea, ha assicurato di condividere con il Papa una visione comune su migrazione e pace internazionale ed è arrivato a presentare gli accordi recenti tra il Governo e la Chiesa —compresa la risignificazione di “Cuelgamuros”— come esempio del buon rapporto esistente con la Santa Sede.
Anche quando gli è stato chiesto direttamente se il Governo si aspettasse che la visita apostolica servisse da sostegno alle sue politiche, Sánchez ha risposto negandolo formalmente, anche se subito dopo ha difeso che la coincidenza tra le posizioni dell’Esecutivo e quelle del Papa dimostrava “il buon senso” delle politiche socialiste.