Pedro Sánchez ha pubblicato questo martedì un messaggio sui social network poche ore prima del suo incontro con papa Leone XIV a Roma in cui ha fatto esplicito riferimento all’enciclica Magnifica Humanitas, il grande testo programmatico con cui il Pontefice ha collocato la Chiesa al centro del dibattito mondiale sull’intelligenza artificiale, la dignità umana, l’identità dei popoli e il potere tecnologico.
“Di strada verso Roma e l’incontro con il Papa, una convinzione condivisa: o mettiamo il progresso al servizio delle persone, o il futuro sarà la condanna di intere generazioni”, ha scritto il presidente del Governo sul suo account ufficiale.
Il messaggio arriva inoltre in un contesto particolarmente simbolico: Sánchez assisterà il prossimo 10 giugno alla Messa solenne che Leone XIV celebrerà nella Basilica della Sagrada Familia di Barcellona, in quella che sarà la prima volta che il capo dell’Esecutivo partecipa a una celebrazione liturgica pubblica da quando è arrivato a La Moncloa ormai otto anni fa.
Sánchez cita l’enciclica con cui Leone XIV vuole segnare il grande dibattito antropologico del XXI secolo
Nello stesso messaggio, Sánchez ha affermato che l’enciclica di Leone XIV “ci interpella tutti” e ha sostenuto che “l’IA non è neutrale” e che “il potere digitale può condurci a nuove atrocità se non è orientato al bene comune”.
La pubblicazione del presidente spagnolo arriva un giorno dopo che Magnifica Humanitas è irrompersa nel dibattito internazionale come uno dei documenti più ambiziosi pubblicati dal Vaticano negli ultimi anni. Con questa enciclica, Leone XIV ha collocato la Chiesa in prima linea nella discussione sui rischi antropologici, culturali e politici derivanti dalla rivoluzione tecnologica.
Il Papa insiste sul fatto che il grande problema dell’intelligenza artificiale non è semplicemente tecnico, ma profondamente umano: chi controlla il potere digitale, quale concezione dell’uomo domina dietro gli algoritmi e quale tipo di civiltà può nascere da una tecnologia slegata da ogni riferimento morale.
La prima Messa pubblica di Sánchez come presidente
L’avvicinamento di Sánchez al discorso di Magnifica Humanitas si produce inoltre alla vigilia del viaggio apostolico che Leone XIV realizzerà in Spagna il prossimo 6 giugno. Durante quella visita, Sánchez accompagnerà i Reali alla Messa solenne che si celebrerà il 10 giugno nella Basilica della Sagrada Familia di Barcellona.
La presenza del mandatario alla celebrazione avrà un forte carico politico e mediatico, poiché sarà la prima volta che il presidente del Governo partecipa a una Messa pubblica da quando è arrivato a La Moncloa otto anni fa, dopo essersi definito in passato come “ateo e basta”.
Dal 2018, Sánchez è intervenuto a Messa solo in tre occasioni e sempre in forma privata e legate a funerali o esequie: per la soprano Montserrat Caballé, l’ex presidente del Parlamento Europeo David Sassoli e il dirigente socialista Guillermo Fernández Vara.
Ricordiamo che i due funerali di Stato organizzati sotto il suo mandato —dopo la pandemia di Covid e la tragedia della DANA a Valencia— hanno avuto carattere strettamente laico.
Le frizioni tra il Governo e la Chiesa
L’appello di Sánchez al linguaggio morale dell’enciclica mette in evidenza il contrasto tra quel discorso e gran parte dell’agenda promossa dall’Esecutivo socialista.
Le leggi sull’aborto, l’eutanasia, l’ideologia di genere o la memoria democratica hanno provocato ripetuti scontri tra il Governo e ampi settori della Chiesa, che considerano incompatibili molte di quelle politiche con la difesa integrale della dignità umana proposta dal magistero cattolico.
A ciò si aggiungono altri punti di frizione particolarmente delicati, come la controversa gestione politica degli abusi sessuali in ambito ecclesiale, il progetto di risignificazione della Valle de los Caídos, un punto che secondo quanto hanno riferito vari media sarà centrale nell’incontro con il pontefice.
Leone XIV e la nuova battaglia culturale della Chiesa
Con Magnifica Humanitas, Leone XIV sembra deciso a trasformare la questione tecnologica in una delle grandi priorità intellettuali e pastorali del suo pontificato. Il Papa ha ripetutamente avvertito sul rischio di una civiltà governata da algoritmi, interessi economici e forme di potere capaci di ridefinire la stessa natura umana.
In quel contesto, la visita di Sánchez a Roma non si produrrà unicamente in chiave diplomatica. Rifletterà anche la distanza tra un’enciclica che rivendica la dignità umana, i limiti del potere tecnologico e l’identità dei popoli, e un’agenda politica spagnola che ha ripetutamente scontrato con ampi settori del mondo cattolico.
