Il Santo Sinodo della Chiesa Ortodoxa Copta ha annunciato la ripresa del dialogo teologico con la Chiesa cattolica, congelato dalla pubblicazione di Fiducia Supplicans, dopo che papa Leone XIV ha offerto garanzie sulla non benedizione delle coppie dello stesso sesso in una conversazione telefonica con papa Tawadros II il 15 maggio 2026.
La decisione è stata adottata durante la sessione plenaria annuale del Sinodo copto, tenutasi venerdì 22 maggio in Egitto sotto la presidenza di Tawadros II e con la partecipazione di 119 vescovi. Il comunicato ufficiale, pubblicato sul sito del Patriarcato di Alessandria, indica che i membri del Sinodo hanno concordato di «riprendere il dialogo teologico con la Chiesa cattolica dopo le garanzie relative alla non benedizione delle coppie dello stesso sesso», espresse direttamente da Leone XIV.
La menzione risulta significativa: costituisce la prima conferma pubblica che il nuovo pontefice ha offerto chiarimenti dottrinali concreti a una Chiesa orientale che aveva sospeso le relazioni ecumeniche proprio per l’ambiguità del documento vaticano del dicembre 2023. La Chiesa copta, insieme ad altre Chiese ortodosse orientali e alla stessa Chiesa ortodossa russa, espresse a suo tempo un rifiuto frontale di Fiducia Supplicans, considerandolo incompatibile con la dottrina cristiana sul matrimonio e la sessualità.
Un gesto che segna distanza con il pontificato precedente
Che Leone XIV abbia dedicato una telefonata a tranquillizzare il Patriarca copto — e che questi abbia ritenuto le garanzie sufficienti per riprendere il dialogo — suggerisce un cambio di tono rispetto alla gestione del pontificato di Francesco in materia ecumenica orientale. Negli ultimi mesi del precedente papato, le relazioni con le Chiese ortodosse hanno attraversato il momento più teso degli ultimi decenni, non solo per Fiducia Supplicans, ma anche per le tensioni derivanti dal conflitto ucraino e dal riconoscimento della Chiesa ortodossa dell’Ucraina.
Il comunicato copto non precisa il contenuto esatto delle «garanzie» offerte da Leone XIV, lasciando aperta la questione se si tratti di un’interpretazione restrittiva del documento vigente o di un impegno a una futura revisione. In ogni caso, la Chiesa copta ha considerato la parola del Papa sufficiente per sbloccare un dialogo che risale al 1973, quando Paolo VI e il papa Shenouda III firmarono una dichiarazione cristologica congiunta.
«I membri del Santo Sinodo hanno deciso di riprendere il dialogo teologico con la Chiesa cattolica dopo le garanzie relative alla non benedizione delle coppie dello stesso sesso, espresse durante la conversazione telefonica tra Sua Santità il Papa Tawadros II e Sua Santità il Papa Leone XIV venerdì 15 maggio di quest’anno»
Altri argomenti del Sinodo
La sessione plenaria ha affrontato inoltre l’iter di una nuova legge sullo statuto personale per la famiglia cristiana in Egitto, attualmente in fase di approvazione parlamentare, nonché l’aggiornamento del regolamento sinodale, in vigore da 41 anni. Il Sinodo ha inoltre valutato positivamente la conferenza delle diocesi copte di Europa, America e Australia tenutasi a Venezia, orientata a pianificare la pastorale della diaspora fino al 2050.
Il comunicato si conclude con un augurio ai musulmani egiziani in occasione dell’Eid al-Adha e un appello a ignorare «bugie e voci malevole» che cercano di «seminare dubbio, divisione e instabilità», senza specificare a cosa si riferisca.