Cuevas del Almanzora perde parte della sua storica chiesa di San Francesco

Cuevas del Almanzora perde parte della sua storica chiesa di San Francesco

La Diocesi di Almería e il Comune di Cuevas del Almanzora hanno avviato la demolizione parziale della antica chiesa-convento di San Francisco a causa del grave deterioro strutturale dell’edificio e del rischio di distacchi sulla via pubblica.

L’intervento riguarda in particolare la torre e le zone più danneggiate dell’immobile, un tempio storico la cui costruzione risale al XVII secolo e che da anni presentava importanti problemi strutturali.

Secondo quanto spiegato dall’Ufficio dei Media della Diocesi di Almería, la decisione è stata presa in seguito alle relazioni tecniche e alla procedura amministrativa promossa dal Comune, governato dal PSOE, che ha dichiarato lo stato di rovina dell’edificio.

Un intervento segnato dal rischio di crollo

La Diocesi sostiene che la demolizione risponde esclusivamente a ragioni di sicurezza e ricorda che per anni si sono tentate misure di rinforzo per evitare di arrivare a questa situazione.

Tra queste azioni figurano lavori di consolidamento sulla torre, sebbene alla fine si siano rivelati insufficienti a causa del avanzato deterioro dell’intera struttura.

Il vicario generale della Diocesi di Almería, Ignacio López Román, ha riconosciuto che la decisione rappresenta “una disgrazia” per la Chiesa diocesana, ma ha insistito sul fatto che “la priorità assoluta è sempre stata proteggere la vita delle persone di fronte al rischio reale di distacchi e crollo”.

Sarà conservata la facciata principale

Nonostante la demolizione parziale dell’immobile, la Diocesi ha annunciato che conserverà la facciata principale dell’antico tempio come elemento patrimoniale e memoria storica dell’edificio.

La chiesa-convento di San Francisco faceva parte del patrimonio religioso storico di Cuevas del Almanzora ed era uno degli immobili più riconoscibili del centro urbano.

Dalla Diocesi segnalano inoltre che c’è stata disponibilità a collaborare con le amministrazioni per cercare alternative di riabilitazione, sebbene l’elevato costo economico e la magnitudine dei danni rendessero impraticabile un restauro integrale in grado di garantire la sicurezza.

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