Vangelo del giorno 12 maggio 2026 – Giovanni 16, 5-11

Prima Lettura

Lettura dal libro degli Atti degli apostoli 

Atti 16, 22-34

In quei giorni, la gente della città di Filippi si ribellò contro Paolo e Sila, e i magistrati ordinarono di spogliarli e flagellarli. Dopo averli flagellati molto, li gettarono in prigione e ordinarono al carceriere di sorvegliarli bene. Seguendo questo ordine, egli li rinchiuse nel carcere più interno e fissò loro i piedi nel ceppo.

Circa a mezzanotte, Paolo e Sila stavano pregando e cantando inni al Signore, e gli altri prigionieri li ascoltavano. Improvvisamente si verificò un terremoto così violento che le fondamenta del carcere furono scosse, le porte si aprirono di colpo e a tutti caddero le catene.

Il carceriere si svegliò e, vedendo le porte del carcere spalancate, pensò che i prigionieri fossero fuggiti e sguainò la spada per uccidersi. Ma Paolo gli gridò: «Non farti alcun male; siamo tutti qui». Il carceriere chiese una lampada, si precipitò dentro e, tremante, si gettò ai piedi di Paolo e Sila. Poi li fece uscire di lì e disse: «Che cosa devo fare per essermi salvato?» Essi risposero: «Credi nel Signore Gesù e sarai salvato, tu e la tua famiglia». E annunciarono la parola del Signore a lui e a tutti quelli della sua casa.

Il carceriere li prese con sé e, nello stesso momento della notte, lavò loro le piaghe e subito dopo si fece battezzare lui con tutti i suoi. Poi li fece salire in casa, preparò la tavola e fece festa con tutta la famiglia per aver creduto in Dio.



Vangelo

Lettura del santo vangelo secondo san Giovanni 

Giovanni 16, 5-11

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Io vado da colui che mi ha mandato e nessuno di voi mi chiede: ‘Dove vai?’ Ma perché vi ho detto queste cose, il vostro cuore si è riempito di tristezza. Tuttavia vi dico la verità: è meglio per voi che io me ne vada; perché, se non me ne vado, il Paraclito non verrà da voi; ma se me ne vado, ve lo manderò.

E quando verrà, egli convincerà il mondo riguardo al peccato, alla giustizia e al giudizio: riguardo al peccato, perché non credono in me; riguardo alla giustizia, perché vado dal Padre e non mi vedrete più; riguardo al giudizio, perché il principe di questo mondo è già stato giudicato».

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