Vangelo del giorno 26 aprile 2026 – Giovanni 10, 1-10

Prima Lettura

Prima lettura

Lettura del libro degli Atti degli apostoli 

Atti 2, 14a. 36-41

Il giorno di Pentecoste, Pietro si presentò con gli Undici davanti alla folla e, alzando la voce, disse: «Sappia dunque con certezza tutta la casa d’Israele che Dio ha costituito Signore e Cristo quel Gesù che voi avete crocifisso».

Queste parole trafissero il loro cuore e chiesero a Pietro e agli altri apostoli: «Che cosa dobbiamo fare, fratelli?». Pietro rispose: «Convertitevi e fatevi battezzare nel nome di Gesù Cristo, per il perdono dei vostri peccati, e riceverete il dono dello Spirito Santo. Perché a voi è la promessa e ai vostri figli e a tutti quelli che sono lontani, quanti ne chiamerà il Signore nostro Dio».

Con molte altre parole li esortava e li scongiurava: «Salvatevi da questa generazione perversa!». Quelli che accolsero la sua parola furono battezzati e quel giorno si unirono a loro circa tremila persone.
 

Seconda lettura

Lettura della prima lettera dell’apostolo san Pietro 

1 Pietro 2, 20b-25

Fratelli: Sopportare con pazienza le sofferenze dovute a delitti è gradito a Dio, ma sopportare con pazienza quando si fa il bene e si soffre, è gradito a Dio. A questo infatti siete stati chiamati. Cristo ha sofferto per voi, lasciando a voi un esempio, perché seguiate le sue orme.

Egli non commise peccato e non si trovò menzogna sulle sue labbra; oltraggiato non rispondeva con oltraggi, maltrattato non minacciava, ma si affidava a colui che giudica giustamente. Egli portò i nostri peccati sul legno del patibolo, perché, morti ai peccati, vivessimo per la giustizia; per le sue piaghe siete stati sanati.

Eravate come pecore che vanno errando, ma ora siete ritornati al pastore e guardiano delle vostre vite.



Vangelo

Lettura del santo vangelo secondo san Giovanni

Giovanni 10, 1-10

In quel tempo, Gesù disse ai farisei: «In verità, in verità vi dico: chi non entra nel recinto delle pecore dalla porta, ma vi sale da un’altra parte, è un ladro e un brigante. Chi invece entra dalla porta, è pastore delle pecore. A lui apre il guardiano e le pecore ascoltano la sua voce: egli chiama le proprie pecore, ciascuna per nome, e le conduce fuori. E quando le ha spinte fuori, cammina davanti a esse, e le pecore lo seguono perché riconoscono la sua voce. Ma non seguiranno uno straniero, piuttosto fuggiranno lontano da lui perché non riconoscono la voce degli estranei».

Questa similitudine disse loro Gesù, ma essi non compresero di che cosa parlava. Allora Gesù disse loro di nuovo: «In verità, in verità vi dico: io sono la porta delle pecore. Tutti quelli che sono venuti prima di me sono ladri e briganti, ma le pecore non li hanno ascoltati.

Io sono la porta: se uno entrerà attraverso di me, sarà salvo; entrerà e uscirà e troverà pascolo. Il ladro non viene se non per rubare, uccidere e distruggere; io sono venuto perché abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza».

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