Vangelo del giorno 25 aprile 2026 – Marco 16, 15-20

Prima Lettura

Lettura della prima lettera dell’apostolo san Pietro

1 Pietro 5, 5-14

Cari fratelli: Nel vostro trato reciproco sia sempre presente l’umiltà, poiché Dio è nemico dei superbi, e invece, agli umili concede la sua grazia. Umiliatevi dunque sotto la mano potente di Dio, affinché egli vi esalti al momento opportuno. Affidate a lui tutte le vostre preoccupazioni, poiché egli ha cura di voi.

Siate vigilanti e non lasciatevi sorprendere, perché il vostro nemico, il diavolo, come un leone ruggente, va in giro cercando chi divorare. Resistetegli saldi nella fede, sapendo che i vostri fratelli, sparsi per il mondo, sopportano gli stessi patimenti che voi.

Dio, che è la fonte di tutti i beni, ci ha chiamati a partecipare alla sua gloria eterna in unione con Cristo, e dopo questi patimenti così brevi, vi ristabilirà, vi confermerà, vi fortificherà e vi renderà saldi. A lui la gloria e il potere per sempre. Amen.

Per mezzo di Silvano, che considero fratello degno di tutta fiducia, vi ho scritto questa breve lettera perché conosciate la vera grazia di Dio e vi esorti a rimanervi fermi.

Vi saluta la comunità di Babilonia, eletta da Dio come voi. Vi saluta anche il mio figlio Marco. Salutatevi gli uni gli altri con il bacio fraterno. La pace a tutti voi che siete in Cristo.



Vangelo

Lettura del santo vangelo secondo san Marco 

Marco 16, 15-20

In quel tempo, Gesù apparve agli Undici e disse loro: «Andate per tutto il mondo e predicate il Vangelo a ogni creatura. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvato, ma chi non crederà sarà condannato. Questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono: in mio nome scacceranno demòni, parleranno lingue nuove, prenderanno in mano i serpenti e, se berranno qualche veleno, non sarà loro nocivo; imporranno le mani sui malati e questi guariranno».

Il Signore Gesù, dopo aver parlato con loro, fu assunto in cielo e siede alla destra di Dio. Essi partirono e predicarono dappertutto, mentre il Signore agiva con loro e confermava la parola con i segni che la accompagnavano.

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