Vangelo del giorno 22 aprile 2026 – Giovanni 6, 35-40

Prima Lettura

Lettura dal libro degli Atti degli apostoli 

Atti 8, 1-8

Il giorno stesso della morte di Stefano, scoppiò una violenta persecuzione contro la Chiesa di Gerusalemme, e tutti, eccetto gli apostoli, si dispersero per la Giudea e la Samaria.

Uomini timorati di Dio seppellirono Stefano e fecero grande lamento su di lui. Saulo intanto devastava la Chiesa: entrava nelle case e trascinava via uomini e donne per gettarli in prigione.

Quelli che si erano dispersi, passando di luogo in luogo, annunciavano il Vangelo. Filippo scese nella città di Samaria e predicava loro il Cristo. Le folle prestavano attenzione alle parole di Filippo, in quanto sentivano parlare e vedevano i segni che egli compiva: da molti indemoniati uscivano spiriti impuri gridando forte, e molti paralitici e storpi furono guariti. Ci fu grande gioia in quella città.



Vangelo

Lettura del santo vangelo secondo san Giovanni 

Giovanni 6, 35-40

In quel tempo, Gesù disse alla folla: «Io sono il pane della vita; chi viene a me non avrà fame e chi crede in me non avrà sete, mai. Ma vi ho detto che, sebbene abbiate visto, non credete. Tutto ciò che il Padre mi dà verrà a me; chi viene a me, io non lo caccerò fuori, perché sono disceso dal cielo, non per fare la mia volontà, ma la volontà di colui che mi ha mandato.

E questa è la volontà di colui che mi ha mandato: che io non perda nulla di ciò che egli mi ha dato, ma lo risusciti nell’ultimo giorno. Infatti questa è la volontà del Padre mio: che chiunque vede il Figlio e crede in lui abbia la vita eterna e io lo risusciterò nell’ultimo giorno».

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