Devastano con una radial la croce che coronava l'Aneto in un attacco d'odio

Devastano con una radial la croce che coronava l'Aneto in un attacco d'odio

La croce che coronava la cima dell’Aneto è stata strappata dal suo posto dopo essere stata tagliata con una mola angolare, secondo quanto confermano le informazioni raccolte nelle ultime ore. La scomparsa del simbolo, rilevata da diversi montanieri che hanno raggiunto la vetta, non risponde a cause naturali né a un deterioro strutturale: qualcuno è salito fino ai 3.404 metri di altitudine con uno strumento da taglio e ha eseguito la sua rimozione in modo deliberato.

La struttura, alta più di tre metri e pesante circa cento chili, era stata reinstallata il passato 6 agosto 2025 dopo un restauro completo che aveva rinforzato la sua base e i suoi ancoraggi. Proprio quel rinforzo rende impossibile qualsiasi spiegazione basata sul vento o su un distacco accidentale. L’unico modo per rimuovere la croce era tagliarla, e questo è esattamente ciò che è accaduto.

Il fatto introduce un elemento incontestabile: non si tratta di un atto di vandalismo minore, ma di un’azione pianificata. Salire fino alla vetta dell’Aneto con una mola angolare implica preparazione, sforzo fisico e un’intenzione chiara. Non c’è improvvisazione possibile in un’operazione di queste caratteristiche. Si tratta di un intervento consapevole diretto a eliminare un simbolo specifico.

La croce dell’Aneto non è caduta: è stata tagliata. E quella differenza cambia tutto. Perché non è stato danneggiato un elemento qualunque del paesaggio, ma un segno cristiano visibile, con più di settant’anni di storia, profondamente legato alla tradizione delle cime pirenaiche.

Non è la prima volta che questo simbolo subisce attacchi, ma ciò che è accaduto ora segna un punto di inflexione. Non si tratta più di graffiti o atti di degrado puntuale. L’azione è stata chirurgica: tagliare, abbattere e far scomparire. L’obiettivo non era deteriorare, ma cancellare.

Salire a più di 3.400 metri con una mola angolare per tagliare una croce è un atto premeditato con un evidente componente anticristiano. La scelta del luogo, la difficoltà tecnica e il metodo impiegato non lasciano spazio a interpretazioni ingenue. Ciò che è accaduto sull’Aneto non può essere disgiunto da un contesto più ampio di ostilità verso i simboli religiosi nello spazio pubblico.

La conferma che è stata utilizzata una mola angolare obbliga a chiamare le cose con il loro nome. Non è scomparsa una croce: l’hanno eliminata con odio e accanimento.

Aiuta Infovaticana a continuare a informare