Vangelo del giorno 17 aprile 2026 – Giovanni 6, 1-15

Prima Lettura

Lettura dal libro degli Atti degli apostoli

Atti 5, 34-42

In quei giorni, un fariseo di nome Gamaliel, dottore della legge rispettato da tutto il popolo, si alzò nel sinedrio, ordinò che gli apostoli fossero fatti uscire per un momento e disse all’assemblea:

«Israeliti, riflettete bene su quello che intendete fare con questi uomini. Non è passato molto tempo da quando sorse un certo Teudas, che pretendeva di essere un capo, e radunò circa quattrocento uomini. Fu ucciso, i suoi seguaci si dispersero e l’impresa finì nel nulla. Dopo di lui, al tempo del censimento, sorse Giuda il Galileo e molti gli si unirono. Anche lui perì e tutti i suoi seguaci si dispersero. Ora nel caso presente, io vi consiglio di non immischiarvi con questi uomini; lasciateli andare. Perché se questo progetto o quest’opera è di origine umana, verrà distrutta da sé. Ma se viene da Dio, non sarete in grado di distruggerli. Non vi esponete a combattere contro Dio».

Gli altri seguirono il suo consiglio: fecero venire gli apostoli, li flagellarono, proibì loro di parlare nel nome di Gesù e li rimisero in libertà. Essi uscirono dal sinedrio, lieti di aver subito quell’oltraggio per il nome di Gesù.

E ogni giorno, senza cessare, insegnavano e annunciavano il Vangelo di Cristo Gesù, nel tempio e nelle case.



Vangelo

Lettura del santo vangelo secondo san Giovanni

Giovanni 6, 1-15

In quel tempo, Gesù passò all’altra riva del mare di Galilea, cioè di Tiberiade. Lo seguiva molta gente, perché vedeva i segni che compiva sui malati. Gesù salì sul monte e là si pose a sedere con i suoi discepoli.

Era vicina la Pasqua, la festa dei Giudei. Gesù, alzàti gli occhi, vide che una grande folla veniva da lui, disse a Filippo: «Dove compreremo il pane perché costoro abbiano da mangiare?». Diceva così per metterlo alla prova; egli infatti sapeva quello che stava per compiere. Gli rispose Filippo: «Duecento denari di pane non sono sufficienti neppure perché ognuno possa riceverne un pezzo». Uno dei suoi discepoli, Andrea, fratello di Simon Pietro, gli disse: «C’è qui un ragazzo che ha cinque pani d’orzo e due pesci. Ma che cosa sono questi per tanta gente?». Rispose Gesù: «Fate sedere la gente». E vi era molta erba in quel luogo. Si misero dunque a sedere ed erano circa cinquemila uomini.

Allora Gesù prese i pani e, dopo aver reso grazie, li diede a quelli che erano seduti, e lo stesso fece dei pesci, quanto ne volevano. E quando furono saziati, disse ai suoi discepoli: «Raccogliete i pezzi avanzati, perché nulla vada perduto». Li raccolsero e riempirono dodici canestri con i pezzi dei cinque pani d’orzo, avanzati a coloro che avevano mangiato.

Allora la gente, visto il segno che egli aveva compiuto, diceva: «Questi è davvero il profeta che deve venire nel mondo!». Ma Gesù, sapendo che venivano da lui per prenderlo e proclamarlo re, si ritirò di nuovo sul monte, lui da solo.

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