Vangelo del giorno 2 aprile 2026 – Giovanni 13, 1-15

Prima Lettura

Prima lettura

Lettura dal libro dell’Esodo

Esodo 12, 1-8. 11-14

In quei giorni, il Signore disse a Mosè e ad Aronne in terra d’Egitto: «Questo mese sarà per voi il primo dei mesi, il primo dell’anno. Parlate a tutta la comunità degli Israeliti e dite: «Il giorno dieci di questo mese, ognuno prenda un agnello per famiglia, un agnello per casa. Se la famiglia è troppo piccola per l’agnello, si unisca al vicino più prossimo e scelga l’agnello in base al numero di persone e alla quantità che ognuno può mangiare. Sarà un animale senza difetto, maschio, di un anno; sarà un agnello o un capretto.

Lo custodirete fino al giorno quattordici del mese, quando tutta la comunità degli Israeliti lo immolerà al tramonto. Prenderanno il sangue e lo spruzzeranno sulle due jambature e sull’architrave delle porte delle case in cui lo mangeranno. Quella notte mangeranno la carne, arrostita al fuoco; mangeranno pani azzimi e erbe amare. Mangeranno così: con i fianchi cinti, i sandali ai piedi, il bastone in mano, e in fretta, perché è la Pasqua, cioè il passaggio del Signore.

Io passerò quella notte per la terra d’Egitto e colpirò ogni primogenito nel paese d’Egitto, dagli uomini ai capi del bestiame. Farò giustizia contro tutti gli dèi d’Egitto, io, il Signore. Il sangue sarà per voi un segno sulle case in cui vi troverete: vedendo il sangue, passerò oltre e non ci sarà flagello distruttore tra voi, quando colpirò la terra d’Egitto.

Quel giorno sarà per voi un memoriale e lo celebrerete come festa del Signore: di generazione in generazione, lo celebrerete come un rito perenne».

Seconda lettura

Lettura dalla prima lettera dell’apostolo san Paolo ai Corinzi

1 Corinzi 11, 23-26

Fratelli: Io ho ricevuto dal Signore quello che a mia volta vi ho trasmesso: che il Signore Gesù, nella notte in cui veniva tradito, prese del pane e, dopo aver reso grazie, lo spezzò e disse: «Questo è il mio corpo, che è dato per voi. Fate questo in memoria di me».

Allo stesso modo, alla fine della cena, prese anche il calice, dicendo: «Questo calice è la nuova alleanza nel mio sangue. Fate questo, ogni volta che ne bevete, in memoria di me».

Ogni volta infatti che mangiate di questo pane e bevete di questo calice, voi annunziate la morte del Signore, finché egli venga.



Vangelo

Lettura del santo vangelo secondo san Giovanni 

Giovanni 13, 1-15

Prima della festa della Pasqua, Gesù, sapendo che era giunta la sua ora di passare da questo mondo al Padre, avendo amato i suoi che erano nel mondo, li amò sino alla fine.

Durante la cena, quando già il diavolo aveva messo in cuore a Giuda, figlio di Simone Iscariota, di tradirlo, Gesù, sapendo che il Padre aveva messo tutto nelle sue mani e che era uscito da Dio e a Dio ritornava, si alzò da tavola, depose le vesti e, preso un asciugamano, se lo cinse. Poi versò acqua nel catino e cominciò a lavare i piedi dei discepoli e a usarli, asciugandoli con l’asciugamano con cui era cinto.

Quando arrivò a Simon Pietro, questi gli disse: «Signore, tu lavi i piedi a me?». Gli rispose Gesù: «Quello che io faccio, tu ora non lo capisci, ma lo capirai dopo». Gli disse Pietro: «Tu non mi laverai i piedi in eterno!». Gli rispose Gesù: «Se non ti laverò, non avrai parte con me». Gli disse Simon Pietro: «Allora, Signore, non solo i piedi, ma anche le mani e la testa!». Gli disse Gesù: «Chi ha fatto il bagno, non ha bisogno di lavarsi se non i piedi ed è tutto mondo; e voi siete mondi, ma non tutti». Sapeva infatti chi lo avrebbe tradito e perciò disse: «Non tutti sono mondi».

Quando ebbe lavato loro i piedi, prese le vesti, si mise a tavola e disse loro: «Capite quello che ho fatto per voi? Voi mi chiamate il Maestro e il Signore e dite bene, perché lo sono. Se io dunque, il Maestro e il Signore, ho lavato i piedi a voi, anche voi dovete lavare i piedi gli uni agli altri. Vi ho dato un esempio, perché come io ho fatto a voi, anche voi facciate».

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