Il vescovo Erik Varden, prelato di Trondheim (Norvegia) e membro dei Cistercensi della Stretta Osservanza (Trappisti), sarà il responsabile di predicare gli Esercizi Spirituali di Quaresima 2026 al papa Leone XIV e alla Curia Romana, secondo quanto informato dalla Prefettura della Casa Pontificia.
“Illuminati da una gloria nascosta”, tema degli Esercizi
Sotto il titolo “Illuminati da una gloria nascosta. Un itinerario quaresimale”, gli Esercizi Spirituali si svolgeranno dalla domenica 22 al venerdì 27 febbraio 2026, e sono diretti al Santo Padre, ai cardinali residenti a Roma e ai capi dei dicasteri della Curia.
Le meditazioni si celebreranno quotidianamente nella Cappella Paolina, combinando la liturgia delle ore, l’adorazione eucaristica e le riflessioni spirituali proposte dal vescovo Varden, in un’atmosfera di raccoglimento e silenzio propria del tempo quaresimale.
Un itinerario spirituale con San Bernardo come riferimento
Il programma degli Esercizi presenta un’accentuata enfasi monastica e spirituale, con diverse meditazioni ispirate alla figura di san Bernardo di Chiaravalle, uno dei grandi dottori della tradizione cistercense. Tra i temi annunciati figurano, tra gli altri, Entrare in Quaresima, San Bernardo idealista, Lo splendore della verità, Diventare liberi, San Bernardo realista e Comunicare speranza.
Ogni giornata includerà celebrazioni liturgiche come l’Ora Media, i Vespri e l’adorazione eucaristica, sottolineando la centralità della preghiera e della contemplazione nella preparazione spirituale della Pasqua.
Un predicatore dal profilo contemplativo
Mons. Erik Varden, convertitosi al cattolicesimo nella sua giovinezza, è noto nell’ambito ecclesiale per il suo profilo contemplativo, la sua fedeltà alla tradizione monastica e la sua capacità di dialogare con il mondo contemporáneo da una spiritualità profondamente radicata nella fede. La sua scelta come predicatore degli Esercizi Spirituali rafforza il carattere penitenziale e dottrinale della Quaresima come tempo di conversione, verità e speranza.
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Il ritorno degli Esercizi alla Cappella Paolina
La celebrazione degli Esercizi Spirituali della Curia Romana nella Cappella Paolina rappresenta un ritorno significativo alla normalità storica e liturgica del Vaticano. Dopo anni in cui gli esercizi si sono svolti nella Cappella Redemptoris Mater —situata al secondo piano del Palazzo Apostolico e decorata con un ciclo di mosaici realizzati per il Giubileo dell’anno 2000 da Marko Ivan Rupnik—, la Curia torna ora a uno spazio tradizionalmente legato alla preghiera del Papa. Questo cambiamento pone fine a più di un decennio di complessi e costosi trasferimenti logistici e di sicurezza fuori dal Vaticano, e restituisce gli esercizi a un contesto più sobrio, funzionale e acorde con la loro finalità spirituale.
La Cappella Paolina è una delle quattro cappelle palatine del Vaticano e, a differenza della Cappella Sistina, è stata storicamente associata alla custodia del Santissimo Sacramento e alla preghiera personale del Pontefice. Costruita per incarico di Paolo III tra il 1537 e il 1540 secondo il progetto di Antonio da Sangallo il Giovane, ospita i due grandi affreschi di Michelangelo —la Conversione di Saulo e la Crocifissione di san Pietro— che costituiscono il suo nucleo iconografico. Normalmente non accessibile al pubblico, la Paolina è anche il luogo da cui parte la processione dei cardinali elettori verso la Cappella Sistina durante il conclave e dove il Papa appena eletto si ferma a pregare. L’ultima grande restaurazione, realizzata tra il 2002 e il 2009, ha restituito la cappella all’uso liturgico, rispondendo al desiderio espresso da Benedetto XVI di “riaprire la Cappella Paolina al culto”.