I Re Magi si rifiutano di baciare il bambino Gesù perché sono musulmani e il parroco suggerisce di leggere il Corano durante la Messa

Delirio a Guissona, un villaggio di Lérida

I Re Magi si rifiutano di baciare il bambino Gesù perché sono musulmani e il parroco suggerisce di leggere il Corano durante la Messa

Guissona è una località della provincia di Lérida, in Catalogna, che non raggiunge i 6000 abitanti. Appartiene alla diocesi di Urgell e questi numeri demografici sono ingannevoli, poiché negli ultimi decenni è stata un polo di attrazione per la migrazione da molteplici luoghi grazie alla quantità di posti di lavoro generati dalla cooperativa di Guissona. Questo ha fatto sì che la popolazione si sia duplicata o addirittura triplicata, con il risultato che i parrocchiani autoctoni sono in maggioranza anziani e numericamente pochi.

Questa parrocchia è stata notizia esattamente un anno fa, quando su Infovaticana e il canale Tekton hanno riportato che durante la visita dei Re Magi al tempio il giorno cinque nel pomeriggio, si leggevano testi della Bibbia e del Corano, profanazione del tempio giustificata dalla parrocchia dalla multiculturalità del paese.

Di fronte al rumore generato, decisero all’ultimo momento di non leggere il Corano, ma “testi sulla pace”.

Ma quest’anno ci hanno ripensato e sono tornati alle vecchie abitudini. Il vecchio parroco con la camicia a quadri, uno di quelli che firmarono il manifesto indipendentista del 2017, ha pensato di non lasciarsi vincere dal rumore generato dall’ultradestra cattolica e ha raddoppiato la scommessa. Così annunciava ieri l’Instagram della parrocchia: “Il giorno 5, come da tradizione, avrà luogo la Cavalcata dei Re. I Re Magi faranno, come sempre, la visita alla chiesa. Un tempo, si baciava l’immagine del Bambino Gesù, ma a Guissona oggi conviviamo con una nuova realtà che va rispettata. Alcuni paggi e uno dei re sono di religione musulmana e questa pratica risulta loro inappropriata. L’anno scorso si è ricevuta qualche critica mediatica quando si è deciso che durante l’adorazione si leggessero testi sia della Bibbia che del Corano. Questi testi condividono valori universali come la pace, la concordia, la fratellanza, il perdono e l’amore: tutto ciò che vogliamo che i Re ci portino. Per questo motivo, l’Eucaristia del giorno cinque si celebrerà alle cinque del pomeriggio”.

“Per questo motivo” che al parroco sembra che la Bibbia e il Corano condividano valori, “la Messa si celebrerà alle cinque”. Sono due frasi che non hanno più senso unite che l’insinuazione che lo rifaranno, come tanto piace dire ai separatisti.

Che sconfitta. Che tristezza. Grazie a Dio, ci sono migliaia di parrocchie in tutto il mondo in cui i Re Magi adorano il Bambino. Ma questo lamentabile caso mostra come un cattivo sacerdote possa far perdere la fede a un intero popolo. Quando il relativismo, l’indifferentismo religioso che Gregorio XVI denunciò già nel 1832 si impone sulla fede nella religione vera, è una capitolazione. Lo stesso Instagram della parrocchia annunciava questi giorni una conferenza organizzata dalla parrocchia e con l’aiuto del comune della località una conferenza di una “arabista, medievalista e islamologa”, professoressa emerita dell’Università di Barcellona, per “parlare dell’Islam come Dio comanda”. Un autentico sproposito, un dramma. E un esporre gli ingenui a essere vittime di tutte le violenze e disstrutture provocate dall’immigrazione di massa incontrollata poiché, come ha già avvertito il Cardinale Burke recentemente, “se la Chiesa sapesse com’è veramente l’Islam, in Europa dovrebbero avere paura”.

Di fronte a tale situazione di pericolo per le anime, il vescovo dovrebbe essere informato ufficialmente? È possibile che non lo sappia già, quando questa pratica si porta avanti da anni? Servirebbe a qualcosa scrivere a Roma? Il sacerdote ha dimostrato di non voler emendarsi, ma di riaffermarsi nell’errore anche dopo essere stato informato che lo era. Non può argomentare mancanza di conoscenza. Il giorno in cui morirà dovrà rendere molti conti a Dio per le anime che gli sono state affidate e che porta su un cammino di perdizione. Che Dio abbia pietà di quei poveri fedeli.

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