La Basilica di San Giovanni d'Avila sarà tempio giubilare per il 500° anniversario della sua ordinazione sacerdotale

La Basilica di San Giovanni d'Avila sarà tempio giubilare per il 500° anniversario della sua ordinazione sacerdotale

La Basilica di San Giovanni d’Avila, a Montilla (Cordova), sarà nuovamente tempio giubilare per un semestre, dal 6 gennaio al 31 maggio 2026, in occasione del 500° anniversario dell’ordinazione sacerdotale del Dottore della Chiesa le cui reliquie sono venerate in questo luogo.

Secondo quanto informato dalla Diocesi di Cordova, la Penitenzieria Apostolica ha concesso questo tempo giubilare, durante il quale i fedeli che pellegrineranno alla basilica potranno ricevere l’indulgenza plenaria, conforme alle condizioni stabilite dalla Chiesa. La concessione è riportata in un decreto del vescovo di Cordova, che fa riferimento al protocollo della Penitenzieria Apostolica (Rel. Prot. nº 1054-55/25/l).

Con questo nuovo giubileo, Montilla tornerà a diventare un importante centro di pellegrinaggio, come già accaduto nel 2019 e durante il triennio giubilare celebrato tra il 2012 e il 2015 in occasione della proclamazione di San Giovanni d’Avila come Dottore della Chiesa Universale.

Nell’ambito di questo semestre giubilare, è previsto un giro delle reliquie del santo nei seminari spagnoli, nonché la celebrazione solenne della sua festività il 7 maggio, che vedrà la presenza di una destacata personalità ecclesiastica e di nove vescovi, coincidendo con la novena in suo onore.

La diocesi ha sottolineato ancora una volta la profonda vinculazione di San Giovanni d’Avila con Montilla, località in cui arrivò a metà del XVI secolo dopo essere stato chiamato da Catalina Fernández de Córdoba, seconda marchesa di Priego, per assistere spiritualmente i suoi figli.

Nato il 6 gennaio 1500 ad Almodóvar del Campo (Ciudad Real), San Giovanni d’Avila —noto come l’Apostolo dell’Andalusia— studiò Legge a Salamanca e Teologia all’Università di Alcalá de Henares. Fu fondatore di centri di Teologia e Umanità in Baeza, Granada e Cordova, nonché di numerosi collegi in diverse città andaluse, lasciando un’impronta duratura nella storia spirituale e culturale della regione.

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