Il Tribunale di Giustizia di Santa Catarina, in Brasile, ha respinto il 2 settembre la richiesta dell’avvocata Regiane Cichelero per educare il figlio a casa. Secondo quanto riportato da Aciprensa, la corte ha ratificato l’obbligo di iscrivere il minore in una scuola regolare e ha mantenuto la sanzione imposta: tre salari minimi e una multa di centomila reais, equivalente a oltre 18.000 dollari statunitensi.
La decisione si inquadra nell’interpretazione dello Estatuto da Criança e do Adolescente (ECA), che impone la scolarizzazione obbligatoria. Il caso risale al 2020, quando, in mezzo alla chiusura delle scuole per la pandemia, Cichelero ha deciso di impartire l’insegnamento in casa. Nonostante la riapertura nel 2021, la madre ha optato per continuare con l’educazione domestica per motivi di qualità e convinzioni religiose.
Minaccia di perdita della custodia e sanzioni crescenti
Il Consiglio Tutelare di Santa Catarina si è recato al domicilio di Cichelero dopo aver rilevato l’assenza scolastica del bambino. Successivamente, il Ministero Pubblico è intervenuto e il giudice del caso ha avvertito che potrebbe revocarle la custodia se persistesse nella sua decisione. La giustizia ha inoltre determinato multe aggiuntive tra tre e venti salari minimi, con un incremento giornaliero di 1.000 reais (circa 184 dollari) se non avesse adempiuto all’iscrizione obbligatoria.
Regiane Cichelero annuncia ricorso alla Corte Suprema e alla Corte Interamericana
In dichiarazioni sui suoi social media, Regiane Cichelero ha confermato che farà ricorso al Supremo Tribunal Federal e, persino, alla Corte Interamericana dei Diritti Umani. Secondo quanto denunciato, i giudici hanno agito “ignorando la legalità, i trattati internazionali sui diritti umani e la costituzionalità dell’educazione domiciliare”, basandosi unicamente su “opinioni personali”.
ADF International denuncia un passo indietro nei diritti dei genitori
La difesa dell’avvocata è coordinata da Alliance Defending Freedom (ADF International), organizzazione dedicata alla difesa della libertà religiosa. Julio Pohl, consulente giuridico per l’America Latina, ha qualificato la decisione come “un passo indietro deludente per i diritti genitoriali in Brasile”. Ha sottolineato che il diritto internazionale “è chiaro nel riconoscere che i genitori hanno priorità nella scelta del tipo di educazione che ricevono i loro figli”.
Pohl ha citato l’articolo 26.3 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, che riconosce il diritto preferenziale dei genitori di scegliere l’educazione dei loro figli, nonché l’articolo 13 del Patto Internazionale sui Diritti Economici, Sociali e Culturali, che obbliga gli Stati a rispettare la libertà dei genitori di scegliere scuole e educazione religiosa o morale in conformità alle loro convinzioni.
L’homeschooling in Brasile: 75 mila famiglie in attesa di regolamentazione
Attualmente, il progetto di legge PL 1338/2022, che mira a regolamentare l’homeschooling, rimane in attesa di votazione nel Senato brasiliano, dopo essere stato approvato nella Camera dei Deputati nel 2022. Secondo la Associação Nacional de Educação Domiciliar (ANED), circa 75 mila famiglie praticano questa modalità in Brasile, il che rappresenta intorno ai 150 mila studenti che ricevono educazione in casa.