In una conferenza stampa tenuta ieri al Centro Nazionale di Comunicazione Sociale (CENCOS), il padre Omar Sotelo Aguilar, SSP, direttore del Centro Cattolico Multimediale (CCM), e Guillermo Gazanini Espinoza, capo delle informazioni, hanno presentato il «Reporte Anual 2025: Informe sobre la incidencia de violencia en contra de sacerdotes e instituciones de la Iglesia Católica en México». Il documento, elaborato dall’Unità di Ricerche Speciali del CCM, rivela una preoccupante mutazione nella violenza: sebbene gli omicidi di sacerdoti siano diminuiti, le aggressioni contro i laici legati ad attività pastorali sono aumentate, colpendo intere comunità e erodendo il tessuto sociale.
Il report, che copre i periodi dei sessenni di Andrés Manuel López Obrador (2018-2024) e l’inizio di Claudia Sheinbaum (2024-2025), documenta 13 sacerdoti uccisi in totale: 10 nell’amministrazione precedente e tre in quella attuale. Sotelo Aguilar ha enfatizzato che questa riduzione numerica non implica un miglioramento della sicurezza, ma un cambiamento nei bersagli della criminalità organizzata. «La violenza non è cessata; si è trasformata. Ora, i laici che esercitano leadership comunitaria o pastorale sono vittime dirette, il che riflette una strategia per destabilizzare la Chiesa come fattore di coesione sociale», ha dichiarato il direttore durante la presentazione.
Uno degli aspetti più allarmanti evidenziati è la violenza contro i laici. Il rapporto registra 23 omicidi di persone vicine a compiti ecclesiali negli ultimi sette anni, molti di essi per aver resistito alla criminalità organizzata o per il loro attivismo nei diritti umani. Esempi includono il caso di una famiglia a Chicomuselo, Chiapas, dove il 13 maggio 2024 sono state massacrate 11 persone, tra cui Ignacio, candidato al diaconato permanente, e Teresita de Jesús, catechista. «Sono morti per rifiutarsi di unirsi a bande criminali», spiega il report, citando fonti giornalistiche.
Altri incidenti sottolineano questa tendenza: il 16 marzo 2025, otto giovani sono stati giustiziati in un campo da gioco adiacente alla parrocchia di San José de Mendoza, a Salamanca, Guanajuato, mentre preparavano la Settimana Santa. Appena un mese dopo, il 10 maggio, sette giovani –inclusi minori– sono stati massacrati a San Bartolo de Berrios, Guanajuato, durante una festa parrocchiale per la Festa della Mamma. Gazanini Espinoza ha indicato che questi non sono fatti isolati: «Sono sintomi di una perdita di valori e della relativizzazione del sacro, aggravata dall’impunità e dalla corruzione». Il documento menziona anche l’omicidio della catechista Florinda Orozco Calderón a Colima, il 3 dicembre 2024, e di Inocencia Prudencio Gómez ad Acapulco, il 15 marzo 2024, entrambe per il loro impegno comunitario.
Nel contesto storico, il CCM conta, dal 1990, un cardinale, 62 sacerdoti, un diacono, quattro religiosi e 23 laici uccisi, più tre sacerdoti scomparsi. Guerrero emerge come lo stato più colpito, con 10 eventi dal 1990 e otto sacerdoti eliminati dal 2009, inclusi il recente caso del padre Bertoldo Pantaleón Estrada, assassinato nell’ottobre 2025. Il vescovo di Chilpancingo-Chilapa, José de Jesús González Hernández, ha denunciato lo spostamento forzato di un altro attivista clericale, il padre Filiberto Velázquez, per minacce.
Le conclusioni del report sono contundenti: la violenza è mutata, ma non per persecuzione religiosa diretta, bensì perché i sacerdoti agiscono come «stabilizzatori sociali» che ostacolano il controllo della criminalità organizzata. Più dell’80% dei casi rimane in impunità, il che favorisce una cultura del silenzio, reclutamento forzato e «narcogoverni» in territori vulnerabili. «Non ci sono prove di collusione tra chierici e criminali; le loro interazioni sono per la sopravvivenza comunitaria», afferma il documento. Inoltre, si critica la polarizzazione politica, con attacchi mediatici dal potere che accusano il clero di intromissione, esacerbando le tensioni.
Davanti a questa crisi, il report propone otto raccomandazioni finali per una risposta proattiva e unificata:
- Istituire una Commissione Speciale di Sicurezza Ecclesiale nella Conferenza dell’Episcopato Messicano (CEM) per protocolli con tecnologia come app di segnalazione anonima.
- Rafforzare alleanze internazionali per formazione in intelligence preventiva e simulacri con le autorità.
- Aggiornare protocolli di sicurezza con enfasi sulle zone rurali e audit annuali.
- Creare un Osservatorio Nazionale sulla Violenza contro il Patrimonio Ecclesiale, collaborando con l’INAH per censi e misure preventive.
- Promuovere inventari digitalizzati di arte sacra usando IA per combattere il traffico illecito.
- Sviluppare programmi di accompagnamento integrale per le famiglie delle vittime, con supporto psicologico e legale.
- Favorire dialoghi ecumenici per coalizioni contro la violenza e documentazione congiunta.
- Istituire un Giorno Nazionale di Memoria e Prevenzione, con eventi per sensibilizzare e premere per la giustizia.
Con 1.300 templi aggrediti annualmente –84% furti comuni, 10% di alto impatto e 6% sacrilegi–, la Chiesa si posiziona come vittima collaterale di una guerra che tocca tutti, Sotelo Aguilar ha chiuso la presentazione invocando Cristo come fonte di pace: «Urgono azioni sensate affinché il Messico abbia una vita dignitosa. La fede di un popolo è un diritto che deve essere protetto prima che la violenza profani persino il divino». Il report, disponibile sul sito del CCM, chiama la società e le autorità ad agire con contundenza per evitare che questa crisi si normalizzi, ricordando il magnicidio del cardinale Juan Jesús Posadas Ocampo nel 1993 come monito, ha espresso il direttore del CCM.
Il report può essere letto qui:
Reporte anual ccm violencia contra sacerdotes