P. José Juan Sánchez Jácome / ACN.- Ci sono persone a cui è bastata un’esperienza per convincersi di Dio e avvicinarsi a Lui. Hanno vissuto un’esperienza spirituale così profonda che le ha toccate nel cuore. Per questo hanno cambiato vita, si sono impegnate e si sono messe nel seguito di Cristo Gesù.
Si tratta di casi speciali – non è il caso di tutti – in cui un’esperienza così intensa riesce a far sì che le persone si convertano e si volgano a Dio Nostro Signore, iniziando una nuova vita.
Ma nella maggior parte dei casi è necessario seguire un processo. E forse non sempre siamo preparati e disposti a iniziare un processo nella fede, poiché un processo come questo richiede perseveranza, fiducia e sacrificio.
Un processo nella fede ci introduce in un ambiente di disciplina che è anche necessario per raggiungere i principali obiettivi della nostra vita. I cristiani assumiamo così il tempo della quaresima, che inizieremo il prossimo Mercoledì delle Ceneri, come un tempo che consoliderà con la preghiera, lo sforzo e la disciplina la nostra conversione a Dio.
Se qualcuno chiede come conoscere Dio, come seguire Dio, come fare un’esperienza dell’amore di Dio, una risposta sta in questo processo del tempo di quaresima che implica fiducia, perseveranza e sacrificio, come parti di un cammino che ci rivelerà poco a poco la presenza di Dio.
Anche se molte cose le lasciamo a metà, e non solo nella vita spirituale – ci succede nei trattamenti medici, nel campo lavorativo, nell’ambiente accademico e nei processi familiari -, tuttavia, dobbiamo impegnarci in questo tempo di quaresima per consolidarci nella vita spirituale.
Se uno vuole cambiamenti nella vita spirituale, se vogliamo progredire e se vogliamo davvero avere un’esperienza dell’amore di Dio dobbiamo impegnarci in questo processo che ci chiede di perseverare. Nella vita cristiana le cose non si ottengono al primo colpo. Questo non è magia. È necessaria, quindi, perseveranza.
È necessaria anche molta fiducia, credere alla parola di Dio che non smetterà di parlare e di manifestare il suo messaggio. È importante in questo processo dipendere dalla parola di Dio, fidarsi della sua parola e sapere che è una parola che ci tirerà fuori dai guai e ci rimetterà sul cammino della vita.
Dobbiamo anche imparare a essere sacrificati; quando siamo interessati alla salute, all’immagine, alla vita professionale, al progresso economico, non esitiamo a sacrificarci. E questo deve dirsi della vita spirituale, se vogliamo davvero essere in pace, se ci interessa superare molte delle nostre tendenze al peccato. Se siamo interessati a conoscere Dio in modo più profondo, siamo chiamati a entrare in un ambiente di sacrifici affinché in questo modo assumiamo questo processo come parte della disciplina spirituale di cui tutti abbiamo bisogno.
¡Vaya che abbiamo bisogno della disciplina spirituale! In molti momenti della vita abbiamo detto: “fino a qui la menzogna, fino a qui la corruzione, fino a qui il peccato, fino a qui i vizi”, ecc. In molti momenti della vita abbiamo sentito disgusto per il peccato, ci siamo resi conto di quanto fa male il peccato. Abbiamo sentito in buona fede la necessità di essere migliori e di uscire da quel vicolo cieco.
Ci siamo resi conto che abbiamo un’aspirazione al cambiamento, buoni sentimenti per essere persone migliori, per lasciare la malvagità e per metterci sul cammino del Signore. Ma ci siamo anche resi conto che non bastano i buoni sentimenti. Uno può dire: “io voglio cambiare, voglio essere migliore, voglio lasciare questa storia di malvagità e di peccato”, e lo proviamo. Ma se non siamo disciplinati ci blocchiamo o finiamo per soccombere.
È buono che ci siano buoni sentimenti e una grande disposizione, ma dobbiamo assumere una disciplina. Se non lo facciamo così non saremo all’altezza per affrontare lo spirito del male.
Siamo in tempo per percorrere questo cammino pedagogico che ci offre il tempo di quaresima, per convertirci sinceramente dai nostri peccati e avere una maggiore esperienza dell’amore di Dio. Scopriremo che non è solo nostra necessità e nostro desiderio cercare Dio, ma che Egli prende l’iniziativa per cercarci e ci sta parlando piano, come dice il P. Natalio:
Esamina il tuo cuore, in cui arde forse, da tempo, l’illusione di qualcosa di grande. Pensa se non sarà Dio colui che ti sta parlando piano, con le parole di un amico, dietro la monotonia apparente della vita. Considera chi bussa dolcemente alla tua anima. Forse da tempo ti sta parlando, e tu non l’hai ancora scoperto. – P. Natalio
Teniamo conto dell’invito che la Chiesa ci fa questo Mercoledì delle Ceneri per aprirci all’amore di Dio nel nostro processo di conversione, come riflette il P. José F. Rey Ballesteros:
Oggi è il giorno in cui ci rendiamo conto che non è il resto del mondo a fare tutto male, ma noi.
Oggi è il giorno in cui riconosciamo che la nostra conversione è urgente, perché il cammino che stiamo seguendo non ci conduce a Dio, ma ci allontana da Lui.
Oggi è il giorno in cui assumiamo, una volta per tutte, che da soli, con le nostre sole forze, non possiamo convertirci.
Oggi è il giorno in cui ci prostriamo davanti a Dio, riconosciamo e piangiamo le nostre colpe, e imploriamo l’aiuto del cielo.
Oggi è il giorno in cui, con il digiuno, sapremo che solo Dio basta, e tutto ciò che non è Dio ci è superfluo, anche se fino a oggi ci sembrava indispensabile.
Oggi è il giorno in cui ci viene annunciata la misericordia e la compassione di Dio verso di noi.
Oggi è il giorno in cui Cristo è fatto peccato per noi, affinché noi siamo giustizia di Dio in Lui.
Oggi inizia il tempo del silenzio, della misericordia, dell’amore e della salvezza.
Chi ha detto che la Quaresima è triste? È dolorosa, ma non è triste. È il tempo dell’Amore di Dio per i peccatori”.