L’assassinio del sindaco di Uruapan, Carlos Manzo Rodríguez, lo scorso 1º novembre, ha esposto come mai prima la corruzione di un sistema in cui politici e narcotrafficanti giocano nello stesso campo contro la società civile.
Questo crimine, eseguito da un adolescente di 17 anni nel pieno centro della città con la Guardia Nacional «scomparsa» fino al momento del colpo di grazia al sicario già sottomesso, non è un fatto isolato, è il sintomo di una simbiosi letale tra il crimine organizzato e il potere politico in Michoacán, che minaccia di estendersi al resto del paese, come denuncia il report 32 di Análisis y Ciudadanía Social de la Ciudadanía Católica, documento che, da una prospettiva etica cristiana, disseziona le cause di questa crisi e convoca all’azione cittadina.
In parallelo, la presidente Claudia Sheinbaum ha presentato lunedì 10 novembre il «Plan Michoacán por la Paz con Inversión Económica», un’iniziativa che promette 15 miliardi di pesos in opere e occupazione, ma che i critici vedono come un cerotto insufficiente di fronte alla magnitudine del narco-stato.
Il report dell’Osservatorio “Carlos Manzo: Michoacán pone al descubierto la dissoluzione dello Stato di diritto” parte da una citazione del Compendio della Dottrina Sociale della Chiesa (n. 118), che definisce come «sociale ogni peccato contro la giustizia» nelle relazioni umane e contro il bene comune.
In questo quadro, l’assassinio di Manzo -leader che cresceva in statura morale sfidando il governo federale e il crimine organizzato– si presenta come un atto di viltà calcolata. Catturato in video da testimoni, l’attentato è avvenuto nella piazza centrale di Uruapan, davanti a una folla, con il sindaco che riceveva molteplici colpi da un minore. La Guardia Nacional, assegnata alla sua protezione, si è assunta misteriosamente riapparendo solo per abbattere l’esecutore quando era già neutralizzato dalla folla. «Questa azione coordinata tra poliziotti federali e gli assassini rivela un narco-stato consolidato», afferma il documento, citando fonti come Publimetro México e video di YouTube su estorsioni di gruppi come Los Viagras, Cárteles Unidos e Los Blancos de Troya.
Non è un caso isolato. Il report collega questo omicidio a quello di Bernardo Bravo, leader dei limonieri michoacani, assassinato il 22 ottobre con segni di tortura. Entrambi i crimini rispondono a una logica di controllo territoriale: Michoacán, asse della «criminalità indomabile», è un bottino geo-strategico per i suoi porti chiave –Lázaro Cárdenas (industriale) e Manzanillo (commerciale)– che ricevono carichi di precursori chimici dall’Asia e droga dal Sudamerica. Aeroporti come quello di Uruapan facilitano spedizioni verso EE.UU., mentre autostrade moderne distribuiscono fentanil e metanfetamine a laboratori clandestini. «I politici e i narcos confluiscono contro la società civile, imprenditori, industriali e contadini», denuncia il testo illustrato con mappe di Bing e Google che evidenziano la posizione di Michoacán tra questi nodi del narco.
L’analisi del report approfondisce le cause, una «simbiosi di interessi» tra narcotrafficanti e politici locali, forgiata nella lotta PRI-PRD e culminata in Morena. Figure come Leonel Godoy (exgovernatore PRD, oggi deputato federale di Morena), del governatore Alfredo Ramírez Bedolla e Raúl Morón (senatore e aspirante alla gubernatura nel 2027) sono indicate per la loro presunta alleanza con cartelli come La Familia Michoacana –il cui leader, Servando Gómez «La Tuta», era membro della CNTE–. Prove giornalistiche, come report di Quadratín e El Financiero, legano Bedolla a Cárteles Unidos, mentre sondaggi davano a Manzo un vantaggio schiacciante su Morón rendendolo una minaccia elettorale.
Il documento critica la risposta federale. Sheinbaum ha tardato 14 ore a pronunciarsi, omettendo il nome della vittima e incolpando «la guerra di Calderón». Peggio ancora, un «montaggio grossolano» nello Zócalo –dove un presunto aggressore l’ha toccata lascivamente, orchestrato da consiglieri come Jesús Ramírez Cuevas e Epigmenio Ibarra– ha servito da distrazione, secondo media come La Jornada. «Questo mostra l’allineamento di Palacio Nacional con gli interessi dei cartelli«, afferma il report, alludendo a informazioni privilegiate di Omar García Harfuch e Lázaro Cárdenas Batel (exgovernatore e collaboratore di Sheinbaum).
Negli annessi, si dettagliano le operazioni dei cartelli in Michoacán: Cárteles Unidos (alleanza anti-Zetas, produttori di fentanil), Los Viagras (sanzionati dagli Stati Uniti), Los Blancos de Troya (estorsori alleati di Viagras), La Nueva Familia Michoacana, Los Caballeros Templarios e il Cartel Jalisco Nueva Generación, che avrebbe ordinato il magnicidio in vendetta per la cattura di «El Rino». Un elenco finale enumera droghe sintetiche come cannabinoidi, mefedrone e precursori di fentanil destinati a questi porti.
Di fronte a questa dissoluzione dello Stato di diritto, il report convoca la cittadinanza cattolica e sociale: 1) Esaminare la coscienza per rifiutare ogni corruzione; 2) Recuperare il valore della vita umana, senza normalizzare assassinii di leader; 3) Unirsi a denunce in marce, reti e dibattiti con valori cristiani; 4) Esporre l’ipocrisia di chi calunnia i critici mentre nasconde corruzioni; 5) Studiare successi come il recupero della democrazia in paesi vicini; 6) Mantenere la speranza mediante preghiera, empatia e partecipazione nella costruzione della pace.
In risposta all’onda di violenza –che include questo assassinio e narcoblocchi recenti–, Sheinbaum ha annunciato il 10 novembre il Plan Michoacán por la Paz con Inversión Económica, un pacchetto di 15 miliardi di pesos per 2025-2026. Secondo la sua conferenza mattutina, il piano include: riabilitazione di 500 km di autostrade (3 mila mdp), costruzione di 10 ospedali e 50 scuole (5 mila mdp), programmi di occupazione per 100 mila giovani in agroindustria e turismo (4 mila mdp), e rafforzamento della Guardia Nacional con 5 mila elementi in Tierra Caliente (3 mila mdp). «Non più guerra, sì alla pace con giustizia sociale», ha enfatizzato la presidente, promettendo coordinazione con il governatore Bedolla e il senatore Morón.
Il report 32 può essere letto qui.
Ciudadania Catolica y Analisis Social 32
